Di seguito il comunicato stampa della giornalista e attivista Petrone sull’uso dei botti di Capodanno:
“Con l’avvicinarsi del Capodanno, il tema dell’utilizzo dei botti e dei fuochi d’artificio torna a imporsi come una questione di rilievo non solo per l’ordine pubblico, ma anche per la tutela degli animali e della salute collettiva.
Negli ultimi giorni, la cronaca nazionale ha riportato numerosi episodi di animali deceduti o gravemente traumatizzati a causa dei botti, spesso esplosi anche in anticipo rispetto alla notte di San Silvestro. Si tratta di eventi che confermano come l’impatto dei fuochi pirotecnici non sia limitato a un fastidio temporaneo, ma rappresenti un rischio concreto e documentato per animali domestici, randagi e fauna selvatica, oltre che per cittadini fragili.
In questo contesto assume particolare valore simbolico anche la recente storia di una cucciola ritrovata e messa in salvo a San Giorgio la Molara, che richiama l’attenzione sulla condizione degli animali più vulnerabili nei piccoli centri e sulla necessità di una tutela che non sia soltanto emergenziale, ma strutturata e preventiva.
Sempre più Comuni italiani, negli ultimi anni, hanno scelto di adottare ordinanze di limitazione o divieto dei botti, accompagnandole a campagne di informazione rivolte alla cittadinanza. Analogamente, a livello internazionale, si stanno diffondendo modelli alternativi di celebrazione del Capodanno, basati su spettacoli luminosi privi di detonazioni sonore, a dimostrazione che tradizione e rispetto del benessere animale possono coesistere.
Accanto al ruolo delle istituzioni, appare centrale anche quello delle associazioni che operano sul territorio. La tutela degli animali non può esaurirsi nella sola gestione dei rifugi o nell’accoglienza dei cuccioli in situazioni di emergenza, ma deve necessariamente includere un’attività costante di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, educazione civica e prevenzione dei comportamenti dannosi.
Essere animalisti fino in fondo significa lavorare per ridurre le cause del problema, non soltanto le conseguenze: informare, formare e coinvolgere la comunità locale è oggi una responsabilità imprescindibile, soprattutto nei territori più piccoli, dove il rapporto tra cittadini, animali e ambiente è ancora più stretto.
Alla vigilia del nuovo anno, l’auspicio è che il Capodanno 2025 possa rappresentare un’occasione per riflettere su modelli di festa più responsabili, nel rispetto della vita, della sicurezza e della dignità degli animali.
La tutela dei più fragili, umani e non umani, è una misura concreta del livello di civiltà di una comunità.”