Dichiarazione del Presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, a commento dell’articolo apparso su Il Mattino oggi 4 gennaio 2026 dal titolo “Pil 2026, il Sannio svetta ed è tra le prime dieci al Sud”, a firma di Domenico Zampelli
«Le autorevoli previsioni economiche a breve e medio termine contenute in un report della CGIA di Mestre, analizzate da Domenico Zampelli, attribuiscono al Sannio favorevoli prospettive di crescita e ne attestano il dinamismo non solo su scala regionale, ma anche su quella della macro-area meridionale.
È una notazione che indubbiamente conforta e segnala il nuovo protagonismo delle istituzioni e delle stesse forze imprenditoriali locali. Vorrei, a tale riguardo, segnalare innanzitutto che il mercato del lavoro sul territorio sannita registra un significativo e confortante aumento della forza lavoro, come non si rilevava da tempo, soprattutto nella filiera dell’agroalimentare e, più in generale, dei prodotti di eccellenza del nostro territorio.
Questo significa, in buona sostanza, che se da un lato è forte ed efficace la difesa dell’identità produttiva, storicamente consolidata, del Sannio, dall’altro risulta assai efficace la capacità imprenditoriale e manageriale delle nostre aziende di migliorare la propria presenza sul mercato globale in termini di competitività, innovazione e miglioramento dei processi produttivi. Ciò comporta, soprattutto per le giovani generazioni, una nuova e forse inedita attrattività per il lavoro sul territorio locale anziché all’estero.
La delega all’Agricoltura assegnata a Maria Carmela Serluca dal Presidente della Regione Fico, quasi cinquant’anni dopo Roberto Costanzo, che avviò un lavoro egregio, costituisce da un lato un riconoscimento di quanto è stato fatto in questi anni dalle aree interne e, dall’altro, un’opportunità formidabile per proseguire in questo processo di miglioramento qualitativo delle gestioni e delle produzioni.
In questo senso si evidenzia anche il lavoro dei nostri Comuni per dare nuova linfa alla tradizione produttiva locale, anche attraverso nuovi strumenti e opportunità offerte dalla legislazione, e mi riferisco in particolare alla Strategia Nazionale Aree Interne.
Anche sul fronte delle opportunità economiche e di lavoro offerte dalle grandi strategie del turismo e della cultura si registrano passi in avanti significativi, che propongono il Sannio quale meta interessante per un turismo non di massa, ma selezionato, che ama i piccoli borghi, le loro bellezze architettoniche, artistiche e storiche, nonché le straordinarie emergenze paesaggistiche.
A fronte di ciò emergono anche gli interessanti risultati attesi e quelli già ottenuti grazie alla cooperazione istituzionale e programmatica tra il Comune, guidato da Clemente Mastella, e la Provincia di Benevento per la rifondazione del Museo del Sannio e la valorizzazione della Sezione Egizia, per una crescita ulteriore e straordinaria della capacità attrattiva del territorio dal punto di vista culturale, con la rinascita della Villa dei Papi e la riqualificazione di alcuni comparti, anche grazie all’illuminato apporto dell’Università del Sannio.
Un tema sul quale soffermare l’attenzione circa il protagonismo degli enti locali è rappresentato dall’ottima risposta che i Comuni hanno dato alla grande sfida del PNRR e alle risorse economiche affluite dall’Unione Europea per numerosi e qualificati programmi e progetti di sviluppo. In questo contesto ricordo che la sola Provincia sta impegnando in questi mesi circa 150 milioni di euro per investimenti su grandi infrastrutture stradali, quali la Fondo Valle Vitulanese, la Foiano Valfortore–SS 90 bis e l’ultimo lotto della Fondo Valle Isclero, nonché per l’edilizia scolastica, con interventi che porteranno alla riqualificazione e al miglioramento dell’intero patrimonio della scuola secondaria superiore.
Naturalmente, in questo quadro si segnalano le grandi opere strategiche nazionali in corso di realizzazione, dal potabilizzatore della diga di Campolattaro all’Alta Velocità Napoli–Bari. Tuttavia, proprio rispetto a tali programmi di infrastrutturazione nazionale, è ora il caso di sollecitare con fermezza, ancora una volta, la conclusione e/o addirittura l’avvio di lavori di altre grandi opere pubbliche che si attendono da anni o da decenni.
Mi riferisco in particolare:
Con queste opere infrastrutturali il sistema economico locale avrebbe certamente la possibilità di accedere ai mercati regionali e nazionali con maggiore facilità e velocità, contribuendo così agli ulteriori successi che si devono alle capacità imprenditoriali, all’inventiva, alla progettualità e alla voglia di fare della parte migliore della nostra gente».