Microgame richiama in servizio 9 dei 14 lavoratori licenziati lo scorso 18 di dicembre. Una decisione che lascia però fuori 5 dipendenti e che non si inquadra nella volontà dell’azienda di tornare suo propri passi; l’intento è sempre quello, ribadito alla Fiom nell’incontro dello scorso 9 gennaio, e cioè l’assoluta incontrovertibilità della loro decisione.
C’è però il problema delle procedure ignorate dall’azienda e che la Fiom ha imposto a Microgame e che ora hanno portato a questa decisione parziale che Massimiliano Guglielmi, il segretario regionale dei metalmeccanici della Cgil, definisce nell’ambito della normalità delle relazioni ma che resta non soddisfacente.
“Siamo nell’ambito di una ritrovata normalità delle relazioni tra sindacato e impresa, nulla di particolarmente rilevante”, dice Guglielmi, “semmai sono state irrituali le decisioni “inaudita altera parte” prese dalla controparte. Ora però a noi interessa che anche gli altri 5 lavoratori siano richiamati al lavoro, in smart working oppure in presenza, e che nel prossimo incontro del 23 si possa riprendere il dialogo su di una possibile ricollocazione di tutti i 14 lavoratori che l’azienda intende licenziare” 