La Fai-Cisl IrpiniaSannio sta seguendo con particolare attenzione l’evoluzione normativa connessa alla Legge 131/2025 e ai nuovi criteri per la definizione dello status di “Comune Montano”. In vista dell’adozione del prossimo Dpcm, la Federazione territoriale richiama l’importanza di salvaguardare le agevolazioni e i contributi speciali destinati ai comuni dell’Irpinia e del Sannio, strumenti fondamentali per sostenere lo sviluppo socio-economico delle aree interne della Campania.
Il Segretario Generale della Fai-Cisl Irpinia- Sannio Luigi Pagano, sottolinea l’esigenza di un approfondimento tecnico accurato:
“È essenziale che i nuovi criteri tengano pienamente conto delle caratteristiche orografiche e delle fragilità strutturali degli Appennini. Riteniamo fondamentale un coinvolgimento istituzionale che valorizzi le aree interne, assicurando loro le risorse necessarie per proseguire il percorso di cura, manutenzione e resilienza del territorio portato avanti dalle comunità locali.”
La stabilità del comparto idraulico-forestale
Tra le priorità evidenziate dalla Federazione vi è la continuità operativa dei lavoratori idraulico-forestali impiegati presso le Comunità Montane. Le eventuali modifiche ai perimetri amministrativi non devono generare incertezze per il personale residente nei comuni interessati dalla riforma.
“Il nostro impegno è volto a garantire che l’evoluzione normativa non produca ripercussioni sui percorsi lavorativi e contrattuali,” afferma Alfonso Iannace, Coordinatore Territoriale della Fai-Cisl IrpiniaSannio. “Il lavoro forestale rappresenta un presidio essenziale per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Per questo riteniamo necessario introdurre adeguate clausole di salvaguardia che assicurino stabilità occupazionale e continuità di inquadramento per i dipendenti residenti nei comuni oggetto di modifica, preservando il loro rapporto professionale con gli Enti delegati.”
Le proposte della Fai-Cisl IrpiniaSannio
– Parametri tecnici adeguati: definire criteri che rispecchino le reali condizioni dei territori interni, garantendo la continuità del sostegno alle aree montane.
– Tutela occupazionale: prevedere strumenti giuridici chiari per salvaguardare i lavoratori idraulico-forestali da eventuali variazioni dei confini amministrativi del comune di residenza.
– Valorizzazione del presidio ambientale: rafforzare il ruolo delle Comunità Montane quali soggetti di gestione attiva del territorio, fondamentali per contrastare l’abbandono delle aree boschive e tutelare la sicurezza delle comunità.
Conclude il segretario generale Luigi Pagano, la propria disponibilità al dialogo con le istituzioni regionali e nazionali, con l’obiettivo di coniugare l’attuazione della normativa con la necessaria protezione sociale e con la salvaguardia del patrimonio naturale dell’Irpinia e del Sannio.