Fioravante Bosco, il gran fustigatore. Da quando ha abbandonato il mastellismo è diventato assai aspro con molti settori del ceppismo e con gli ambienti vicini a Gennaro Santamaria in modo particolare tanto da chiedere al segretario generale Feola di “di interrompere il rapporto di lavoro instauratosi col dirigente esterno Gennaro Santamaria sia per il superamento dei cinque anni di durata che per la mancanza del requisito che lo stesso incarico si riferisse alla “impossibilità di rispondere a esigenze eccezionali che non possono essere soddisfatte con il personale interno”.
Fere cotidie, l’ex comandante ed ex sindacalista della Uil appare acerbo e intransigente proprio con Gennaro Santamaria, “basilisco maior” nell’ambito delle gerarchie dirigenziali mastelliste. In sostanza, Bosco paventa una sorta di costruzione burocratica ad personam per far posto alle competenze di Santamaria e cita la deliberazione di G.C. n. 90 del 3/05/2019, che modificò la dotazione organica istituendo il “I Settore Affari Generali ed Istituzionali”, a suo dire “mortificando le aspettative della Polizia municipale, retrocessa a rango di semplice Servizio, da farla dipendere da un Funzionario, anziché da un Dirigente”.
Bosco ricostruisce, a sua discrezione, tutto l’iter che avrebbe condotto Gennaro Santamaria alla posizione di potere attuale. “Santamaria venne assunto in data 1° luglio 2019 e fino al 28 febbraio 2023 ha diretto il neo istituito “I Settore Affari Generali ed Istituzionali”; ma dal 1° marzo 2023 il Dirigente di ruolo dott. Alessandro Verdicchio viene detronizzato dal suo incarico dirigenziale nel quale era stato assunto, a seguito di procedura di mobilità (Verdicchio proviene dai ranghi dei Segretari generali dei comuni), e al suo posto compare Gennaro Santamaria, che col passar dei mesi assume sempre di più i poteri di un vero e proprio dirigente di ruolo.”
In buona sostanza, Bosco ritiene “che il dirigente fu assunto non in presenza di esigenze specifiche e temporanee, ma per dirigere il “I Settore Affari Generali ed Istituzionali”, nel quale veniva ricompresa – illegittimamente – anche la direzione (funzione mai effettivamente espletata se non per la controfirma delle determinazioni dirigenziali) del Corpo di Polizia municipale.” ed ha inviato quest’ultimo esposto-diffida anche all’Ispettorato per la funzione pubblica di Roma, alla Guardia di Finanza di Benevento e al Prefetto di Benevento facendo presente che, “trascorsi 30 giorni dalla ricezione della diffida, senza che abbia ricevuto riscontro concreto sulle azioni intraprese per l’eliminazione delle palesi illegittimità segnalate ancora una volta, inoltrerà altra missiva al Presidente della Repubblica e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento per rendere loro noto quanto non viene fatto, ormai da oltre un anno.”