Si è tenuto questa mattina, in occasione della Giornata della Memoria 2026, presso l’Università Giustino Fortunato di Benevento, il laboratorio accademico “Shoah: memoria, didattica e diritti”, promosso dall’Ateneo in collaborazione con la Prefettura di Benevento.
L’incontro, dal titolo “Mi chiamo Oleg. Sono sopravvissuto ad Auschwitz”, ha rappresentato un intenso momento di riflessione sulla trasmissione della memoria storica e sull’attualità dei diritti umani, prendendo spunto dall’omonimo libro pubblicato da Newton Compton nel 2025.
Protagonista dell’iniziativa lo scrittore e giornalista Filippo Boni, autore del volume insieme a Oleg Mandić, sopravvissuto alla Shoah e ultimo bambino liberato dal campo di Auschwitz, che ha partecipato all’evento in videocollegamento, data la sua età – oltre novant’anni.
Ai microfoni, Filippo Boni ha raccontato il momento toccante del suo primo incontro con Oleg Mandić, spiegando come da quell’esperienza sia nata la decisione di scrivere il libro: un racconto di memoria viva, costruito attorno alla testimonianza diretta di un uomo che, da bambino, ha conosciuto l’orrore del lager ed è riuscito a sopravvivere grazie alla forza dell’amore familiare e alla speranza.
I saluti istituzionali sono stati affidati al Magnifico Rettore dell’Università Giustino Fortunato, Prof. Giuseppe Acocella, e al Prefetto di Benevento, S.E. Raffaela Moscarella.
Nel suo intervento, il Rettore Acocella ha sottolineato il significato attuale della Shoah, evidenziando come la memoria non debba essere relegata al passato ma debba diventare strumento di consapevolezza civile, soprattutto per le giovani generazioni, in un tempo segnato da conflitti, discriminazioni e negazione dei diritti fondamentali.
A introdurre i lavori il Prof. Paolo Palumbo, associato di Diritto ecclesiastico e canonico e coordinatore del laboratorio accademico sulla Shoah, che ha ribadito l’importanza del ruolo dell’università nella formazione di una coscienza critica fondata sui valori della dignità umana, della pace e della responsabilità storica.
L’incontro ha confermato il valore della testimonianza diretta come strumento essenziale di educazione e ha ribadito l’impegno dell’Università Giustino Fortunato nel promuovere iniziative culturali capaci di unire memoria, didattica e diritti.