Alla fine il dado è tratto, nel senso che dopo una battaglia durata anni, sei per la precisione, al Dottor Massimiliano Nardone è stato riconosciuto la giustezza delle sue ragioni in merito alla deliberazione numero 436 che il 20 giugno 2020 con la quale l’Azienda Ospedaliera San Pio lo aveva estromesso dall’incarico di Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria a vantaggio del Dottor Domenico Di Maria che nella graduatoria era posiziomnato al secondo posto. Già nel 2021 il Tribunale di Benevento, Sezione del Lavoro, aveva riconosciuto, con sentenza numero 1357, la giustezza della tesi del Nardone accogliendo il ricorso avverso alla decisione dell’ospedale di preferirgli Di Maria stabilendo nei suoi confronti un risarcimento.
Ora arriva anche l’ordinanza della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Lavoro, cui si era rivolta, avanzando ricorso, l’Azienda Ospedaliera San Pio nel 2023 in seguito alla sentenza della Corte d’Appello di Napoli che aveva confermato la pronuncia di primo grado del Tribunale di Benevento con cui l’AO San Pio era stata condannata a pagare la somma di 30mila euro, più spese accessorie, proprio al Dottor Nardone. Ebbene, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dall’AO San Pio riconoscendo le ragioni del Nardone e imponendo all’Azienda di “improntare il proprio comportamento alle regole di correttezza e buona fede e ai principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art 97 della Costituzione”.
Pertanto, dopo sei anni, si chiude questa lunga vertenza che alla fine Nardone incassa come una vittoria di carattere eminen temente morale visto che il medico è da anni a capo della struttura di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale din Treviglio nel bergamasco.