Referendum giustizia, la Corte di Cassazione accoglie l’istanza presentata da 15 giuristi che chiedevano maggiore trasparenza in merirto agli articoli della Costituzione toccati dalla riforma Nordio e cioè 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110. Lo scopo era quello di rendere maggiormente chiaro ai cittadini la materia sulla quale andavano ad esprimersi, con la formula della Democrazia Diretta.
Si era pensato da principio ad uno slittamemnto dei termini che però il Governo non ha ritenuto di dover cambiare per cui si andrà al voto come stabilito e cioè il 22 e il 23 marzo. Un referendum che sta assumendo sempre di più i connotati di una contesa politica. L’Esecutivo Meloni, d’altra parte, ha posto la riforma delle carriere dei magistrati come un cavallo di battaglia del proprio mandato ma la eccessiva politicizzazione dello scontro sta finendo per compattare il frastagliato fronte del no.
L’ultimo capitolo di questa sorta di muro contro muro è lo scontro fortissimo tra il Ministro della Giustizia Nordio e il Procuratore Generale di Napoli Aldo Policastro che c’era andato giù pesante paragonando la riforma al piano di rinascita nazionale di Licio Gelli. Nordio ha parlato di “disprezzo” per la posizione assunta da Policastro arrivando a dichiarare di avere l’esigenza di disinfettarsi se eventualmente avesse dovuto stringere la mano al magistrato. Un clima pesantissimo che promette poco di buono. A Policastro, che s’è detto basito dalla reazione molto sopra le righe di Nordio, sono giunti messaggi di solidarietà da più parti di cui lo stesso ex Procuratore della Repubblica di Benevento s’è detto felice per questa testimonianza di sostegno.