L’arcivescovo Metropolita Accrocca ha salutato la stampa convocata al Palazzo Diocesano. Nella sala Leone XIII il presule ha inteso tenere un incontro informale con i giornalisti affrontando da ottimo affabulatore fatti che hanno riguaardato la sua vita eccelasiastica, dai primordi fino ad arrivare alla elevazione a rango vescovile, la permanenza decennale a Benevento, la sua prossima destinazione in terra umbra.
E’ toccato ad Antonio Esposoito, collega e direttore de “La Voce Sannita”, in qualità di giornalista anziano, portare ad Accrocca il ringraziamento della nostra categoria per la estrema affabilità dimostrata durante tutta la sua missione pastorale, il ruolo sociale ed anche eminentemente politico assunto negli anni, la sua dedizione alla causa delle aree interne che da Benevento s’è poi propagata al Paese, la sua vicinanza alle lotte occupazionali accanto e davanti ai cancelli delle fabbriche.
Poi le raccomandazioni alla “città partita”, per usare una terminologia dantesca, divisa in parti. Che trovi l’unità e che abbatta le barriere perniciose dell’autoreferenzialità.
Accrocca andrà ad Assisi ma non sarà per lui una promozione; andrà a perfezionare la sua lunga e prestigiosa frequentazione francescana, avrà le luci della ribalta internazionale ma perde la Metropolia che con cura gli era stata affifata nel 2016 da Papa Francesco che lo volle vescovo. E lui, Accrocca, sa bene che Assisi sarà un buen retiro.
Chi sarà il suo successore non si sa ma Sua Eccellenza sa bene cosa raccomnadare a chi gli succederà. “Se proprio devo, dice l’Arcivescovo, e se avrò la possibilità di un dialogo diretto con il mio successore mi premurerei che non disperda il lavoro fatto col Forum delle arree interne al quale abbiamo dedicato ogni sforzo”.