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Regione Campania, Di Marzo incontra Aveta: focus su biodigestore, Pisano e Piano Natura 2000

Regione Campania, Di Marzo incontra Aveta: focus su biodigestore, Pisano e Piano Natura 2000

17 Febbraio 2026 | by Redazione Bn
Regione Campania, Di Marzo incontra Aveta: focus su biodigestore, Pisano e Piano Natura 2000
Attualità
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Si è svolto la scorsa settimana un incontro istituzionale tra il Commissario regionale della CIA Agricoltori Italiani Campania, Stefano Di Marzo, il responsabile tecnico regionale Francesco Castelluccio e il Presidente della VIII Commissione regionale Agricoltura, Caccia e Pesca del Consiglio regionale della Campania, Raffaele Aveta.Il Commissario Di Marzo ha evidenziato la grande disponibilità all’ascolto e alla ricerca di soluzioni concrete dimostrata dal Presidente Aveta, sottolineando l’importanza del confronto istituzionale per affrontare le criticità del comparto agricolo campano. Nel corso dell’incontro, la CIA Campania ha posto con forza all’attenzione della Commissione due questioni prioritarie per la tutela del territorio agricolo e delle produzioni di qualità dell’Irpinia. La prima riguarda il no deciso alla realizzazione del biodigestore nel comune di Chianche (AV), previsto in un’area di straordinario pregio vitivinicolo, ricadente nella zona DOCG del Fiano di Avellino, del Greco di Tufo e del Taurasi.

“Non si può immaginare di collocare un impianto di questo tipo in un territorio che rappresenta l’eccellenza enologica campana e nazionale”, ha dichiarato il Commissario regionale Stefano Di Marzo . “Non è il biodigestore in sé a essere in discussione, ma il luogo individuato, del tutto inidoneo. Tutti gli sforzi compiuti negli anni per rilanciare il comparto vitivinicolo irpino e valorizzare queste denominazioni andrebbero in fumo”. Analoga preoccupazione è stata espressa per il progetto relativo alle acciaierie Pisano previste a Luogosano (AV), nell’area dell’ex stabilimento Arcelor Mittal, anch’esso ritenuto incompatibile con la vocazione agricola del territorio e con il necessario equilibrio ambientale. “Anche in questo caso” ha sottolineato Di Marzo ” il problema è la localizzazione.

L’impatto ambientale e agricolo sarebbe notevole e metterebbe a rischio produzioni e territori”. La CIA  Campania ha annunciato che manterrà alta l’attenzione su quelli che definisce “ecomostri” previsti in aree agricole, non escludendo l’attivazione di forme di protesta anche plateali a tutela degli agricoltori e delle comunità locali. Nel corso dell’incontro si è inoltre affrontato il tema della delibera regionale n. 617 del 14 novembre 2024, relativa all’adozione del Piano Natura 2000. La CIA Campania ha chiesto di riprendere con urgenza il tavolo tecnico per la modifica della delibera, che in molti siti Natura 2000 vieta il pascolo e lo stazionamento degli animali e la riconversione dei cedui castanili in castagneto da frutto. La Campania è una regione ricca di eccellenze agroalimentari che si fregiano dei marchi DOP e IGP. Tra queste rientrano il Caciocavallo Silano DOP e il Provolone del Monaco DOP, prodotti da razze allevate al pascolo così come previsto dai disciplinari di produzione. Tuttavia, i limiti imposti impediscono anche ai Comuni di fidare i boschi per il pascolo nell’ambito delle pratiche locali tradizionali (PLT), con ripercussioni dirette sugli allevatori.

In particolare, per produzioni come il caciocavallo podolico, l’obbligo di utilizzare latte proveniente da animali al pascolo rende impossibile mantenere gli attuali livelli produttivi: l’impossibilità di accedere alle aree di pascolo costringe gli allevatori a ridurre il numero dei capi, generando un danno economico rilevante in un comparto già fragile. Ulteriore criticità riguarda il divieto di riconversione dei castagneti da legna in castagneti da frutto. Oggi molti cedui castanili derivano da antichi castagneti da frutto abbandonati; la loro riconversione rappresenterebbe una strategia fondamentale per contrastare l’abbandono delle aree interne, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e rilanciare una filiera già duramente colpita da quindici anni di emergenza legata al cinipide galligeno. Tra le eccellenze minacciate vi sono infatti anche le produzioni castanicole IGP della Campania.

La CIA Agricoltori Italiani Campania ribadisce la propria disponibilità al dialogo istituzionale e al lavoro congiunto con la Regione, auspicando un coordinamento effettivo tra gli assessorati all’Agricoltura, all’Ambiente e al Clima e all’Ambiente e alle Foreste, per evitare provvedimenti che possano compromettere il futuro delle aziende agricole. L’organizzazione conferma infine la massima determinazione nella difesa delle aree agricole di pregio, delle produzioni di qualità e del reddito degli agricoltori campani.

 

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