La LAV di Benevento si oppone fermamente al Piano straordinario di controllo dei cinghiali 2025-2028 adottato dalla Regione Campania, ritenendolo inadeguato sotto il profilo scientifico, gestionale ed etico. L’associazione riconosce le criticità legate alla presenza dei cinghiali sul territorio, ma sostiene che la risposta non può consistere nell’intensificazione degli abbattimenti.
“Numerosi studi scientifici dimostrano che le uccisioni sistematiche non rappresentano una soluzione strutturale al contenimento numerico della specie”, evidenzia la LAV. Al contrario, tali pratiche potrebbero generare effetti controproducenti, come la frammentazione dei gruppi sociali, l’aumento dei tassi riproduttivi compensativi e la dispersione degli animali, con il rischio di ampliare l’area di diffusione del virus.
La LAV propone una strategia integrata e sostenibile fondata su più direttrici: prevenzione strutturale dei danni alle colture, controllo della fertilità mediante vaccini immunocontraccettivi, ripristino degli equilibri ecologici e monitoraggio epidemiologico e gestione sanitaria non cruenta.
L’associazione chiede la sospensione del Piano e l’apertura di un tavolo tecnico-scientifico che coinvolga enti di ricerca, associazioni ambientaliste, rappresentanze agricole e istituzioni locali, con l’obiettivo di individuare soluzioni efficaci, etiche e realmente sostenibili. “La tutela della biodiversità, il rispetto della vita animale e la sicurezza delle comunità non sono obiettivi alternativi, ma traguardi da perseguire insieme”, conclude l’associazione.