Se ne parla per Pasqua. Stiamo parlando della riapertura di Piazza Risorgimento, la pietra angolare del mastellismo, quel progetto su cui il sindaco aveva recitato il peana del recupero fondi e impostato una buona fetta del suo decennato a Palazzo Mosti. Che ha dovuto variare in corso d’opera, vista la bocciatura del project financing che in origine prevedeva ben altre cose, tra parcheggi sotterranei e palazzi di cinque piani a Piazzale Vari, tutte cose giubilate dalla Presidenza del Consiglio e che però avevano allettato la Lumode che un po di conti in tasca se li era fatti.
Salvo poi arrendersi all’evidenza, non senza esacerbazione, visto che l’affare si presentava dapprima ricco di vantaggi a spese modiche e poi invece pieno di svantaggi e a spese folli. Mario Pasquariello di date non ne vuole sentire parlare e c’è da credergli. E allora avanza una ipotesi pasquale
Tornando a Lumode, le relazioni con la ditta di Gricignano d’Aversa non sono delle migliori. I casertani avrebbero avviato azioni legali a mo di risarcimento danni e l’assessore non lo nega. Ma al contempo ritiene prioritario terminare i lavori per poi passare armi e bagagli all’ex terminal.