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Filippo Bencardino: “Maria Moreno restituisce dignità e speranza all’Università del Sannio”

Filippo Bencardino: “Maria Moreno restituisce dignità e speranza all’Università del Sannio”

6 Marzo 2026 | by Redazione Bn
Filippo Bencardino: “Maria Moreno restituisce dignità e speranza all’Università del Sannio”
Attualità
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Il professor Filippo Bencardino, già Rettore dell’Università del Sannio dal 2006 al 2013, ha rivolto una lettera aperta alla Rettrice prof.ssa Maria Moreno, commentando il suo recente insediamento e l’inizio di un nuovo corso per l’Ateneo sannita.

Nella missiva, Bencardino scrive: “Cara Rettrice, cara Maria, grazie per il tuo cortese e personale invito a partecipare alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico. Ho partecipato con vivo piacere perché, con la tua elezione al vertice dell’Ateneo, sono finiti i giorni della merla ed è arrivata la giornata della marmotta. Spira, oggi, un vento di gentilezza, di educazione, di rispetto dell’altro: valori che negli anni passati sembravano essersi perduti.”

Rievocando gli anni della fondazione dell’Università del Sannio, Bencardino ricorda: “Erano più di dieci anni che non mettevo piede in Ateneo, sia pure con rammarico. Io, che sono stato tra i fondatori dell’Università del Sannio, non mi sentivo più a mio agio in un ambiente segnato da troppa conflittualità. L’Istituzione era diventata un condominio di litigiosi, frequentato da personaggi autoritari ma privi di autorevolezza, con posture e linguaggi non consoni a una comunità accademica ormai divisa tra amici da favorire e nemici da ostacolare, al punto da farmi vergognare di farne parte.”

Il docente sottolinea le difficoltà incontrate nel tempo: “L’Ateneo sannita è nato male ed è cresciuto peggio. Gemmato da Salerno ma di fatto ‘colonizzato’ da Napoli, con docenti pendolari provenienti quasi esclusivamente dalla Federico II, senza però mai rompere davvero il cordone ombelicale. Questa situazione non ha favorito la formazione di una cultura accademica autonoma e ha finito per orientare l’orizzonte culturale e organizzativo dell’Ateneo in senso napolicentrico.”

Bencardino traccia anche un confronto con altre università meridionali: “Ben diversa è stata, invece, la modalità con la quale è nata l’Università della Calabria, anch’essa insediata in una regione priva di tradizione accademica, ma capace di incidere profondamente sulla trasformazione di Cosenza e del suo territorio… Cosenza-Rende è diventata un’area metropolitana dinamica e ricca di imprese innovative, e l’Università della Calabria è oggi una delle migliori università italiane.”

Sulla responsabilità dei docenti e sul declino morale dell’Ateneo, Bencardino afferma: “Le università di nuova istituzione, e in particolare quella di Benevento, si sono trovate in uno stato di particolare difficoltà… Per questi docenti l’Università del Sannio è stata una mera opportunità e non una scelta di vita. Ne è derivato un crescente disinteresse per il futuro dell’Ateneo, spesso utilizzato come semplice strumento per soddisfare altri interessi… È lo spirito del tempo in cui viviamo. Abbiamo abbandonato i valori fondanti della democrazia — diritti, libertà, giustizia, fraternità, uguaglianza, rispetto dell’altro — e abbiamo abbracciato disvalori come l’individualismo, l’avidità, la violenza, l’uso della forza e il dio denaro: per l’arricchimento tutto è lecito e tutto è possibile.”

Tuttavia, l’elezione della professoressa Maria Moreno segna una svolta, secondo Bencardino: “Negli ultimi tre lustri sono successe cose incredibili… Ma il 1° novembre 2025 qualcosa di nuovo è accaduto: è stata restituita all’Università la dignità perduta… Finalmente una donna, al momento giusto e al posto giusto. La propaganda la definiva debole, ma ha già dimostrato di essere forte e determinata. Ha ricostruito il senso di comunità, ha incluso esclusi ed emarginati e ha posto al centro della cerimonia il tema dei diritti, negati fino ad ora nell’Ateneo.”

Conclude con un messaggio di speranza e un invito alla perseveranza: “Cara Rettrice, cara Maria, non arrenderti mai. Buon lavoro e ad maiora.”

Nella lettera, Bencardino ricorda inoltre figure chiave della storia dell’Università del Sannio, tra cui Piero Perlingieri, Antonio Pietrantonio, Pasquale Viespoli e il recentemente scomparso Ennio De Simone, definendoli pilastri nella fondazione e nel consolidamento dell’Ateneo.

La missiva è un invito a ripensare l’università come comunità e luogo di crescita civile e culturale, centrato sui valori di merito, responsabilità e servizio alla cittadinanza.

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