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Referendum, il si dei socialisti articolato da Bobo Craxi

Referendum, il si dei socialisti articolato da Bobo Craxi

11 Marzo 2026 | by Enzo Colarusso
Referendum, il si dei socialisti articolato da Bobo Craxi
Attualità
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A Palazzo Mosti arriva Bobo Craxi, presidente del comitato Si del Partito socialista e membro della segreteria nazionale del Psi. Parliamo del referendum sulla riforma della giustizia o per meglio dire sulla separazione delle carriere dei giuidici dei prossimi 22 e 23 marzo. Craxi è stato introdotto dai vertici locali socialisti Perifano e Miceli e la sua posizione rispetto al quesito referendario è netta: nessuna converghenza politica col governo, che del referendum ne fa si una questione meramente politica ed anticasta, ma solo l’esigenza di ripristinare un concetto largamente presente nella sinistra di questo paese che oggi è invece in larga parte schierata sulle posizioni del no.

I socialisti non intravvedono nessun attacco alla indipendenza dei giudici, alcuna manovra atta a delegittimare l’art 104 che sancisce l’assoluta autonomia della magistratura da ogni altro potere, ma solo la ineluttabilità della terzietà del magistrato inquirente da quello giudicante.

Craxi è dell’opinione che sia da evitare rivestire il referendum di significati diversi da quelli tecnici e si riferisce alla volontà di alcune forze politiche di trasformare la tornata referendaria in un tentativo di delegittimazione dell’azione dell’operato del governo.

Il punto nodale, cui i socialsti tengono in modo particolare, è la non assimilazione della loro proposta, che Perifano definisce libertaria, alle probabili vicissitudini degli inquilini attuali di Palazzo Chigi. E qui Bobo Craxi cita Aldo Moro e la eterna condizione italica di contrapposizione continua e di passioni estreme

 

 

 

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