La rigenerazione urbana e il recupero dei borghi sono da tanto al centro del dibattito locale, che si arricchisce con un nuovo elemento: il coinvolgimento attivo degli organismi professionali. È questa la linea tracciata dalla lista Rappresentatività guidata da Giacomo Pucillo, candidata al rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri.
Secondo la lista, il tema dello spopolamento e dell’abbandono dei centri storici non può essere affrontato esclusivamente sul piano politico o amministrativo, ma richiede un contributo tecnico qualificato, capace di tradurre le strategie in interventi concreti, sostenibili e innovativi.
In questo contesto, Rappresentatività pensa ad un ruolo più incisivo dell’Ordine degli Ingegneri, chiamato a diventare un attore attivo nei processi di trasformazione urbana e territoriale. Tra le idee si può immaginare la creazione di tavoli tecnici permanenti tra professionisti, enti locali e imprese, per supportare i comuni nella progettazione e nell’accesso ai finanziamenti, nazionali ed europei.
Un altro punto riguarda la promozione di linee guida tecniche per la rigenerazione dei borghi, con particolare attenzione alla sicurezza strutturale, all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale degli interventi. L’obiettivo è fornire strumenti operativi che possano orientare progettisti e amministrazioni verso soluzioni di qualità.
La lista sottolinea inoltre il possibile contributo dell’Ordine nella diffusione della cultura della manutenzione e del recupero del patrimonio edilizio esistente, anche attraverso attività formative e aggiornamento professionale mirato.
Non manca una visione legata all’innovazione: tra le proposte, anche il supporto alla digitalizzazione dei territori, con lo sviluppo di infrastrutture intelligenti e l’integrazione di tecnologie per la gestione dei servizi urbani.
“L’Ordine degli Ingegneri, afferma Pucillo, può e deve essere un ponte tra competenze tecniche e bisogni reali delle comunità, contribuendo in modo concreto alla rinascita dei borghi”.
Un’impostazione che amplierebbe il perimetro dell’azione tradizionale dell’Ordine, proponendolo come protagonista nei processi di sviluppo territoriale. Un tema destinato a incidere nel confronto elettorale per il rinnovo del Consiglio, in un momento in cui la valorizzazione dei territori minori rappresenta una sfida sempre più centrale.