I funerali di Gaetano nella chiesa di San Modesto, figura amatissima del Rione Libertà e conosciuta ben oltre i confini del quartiere, in tutta la città, per il suo instancabile impegno nel sociale. Una folla commossa – oltre un centinaio tra amici, conoscenti e cittadini – ha riempito la chiesa e il piazzale antistante, testimonianza concreta dell’affetto che Gaetano ha saputo costruire nel corso della sua vita.
La celebrazione funebre è stata officiata dal vicario della parrocchia di San Modesto, don Amedeo Varricchio, che nell’omelia ha tracciato un ritratto intenso e autentico di quello che in tanti chiamavano “il gigante buono”.
Gaetano era ovunque: in strada, nelle piazze, nei mercati, alle fiere, sempre presente, sempre pronto a dare una mano o a far sentire la sua voce. Amava profondamente la sua città e non perdeva occasione per punzecchiare l’amministrazione comunale e il sindaco Clemente Mastella, soprattutto sulla questione della pulizia del Rione Libertà, che a suo avviso era spesso abbandonato.
“Con Gaetano va via un’anima pura, buona, senza peli sulla lingua”,
ha sottolineato don Amedeo, ricordando il suo continuo darsi da fare nella parrocchia e nel quartiere.
Gaetano non si tirava mai indietro: metteva ordine in chiesa, si occupava dei piccoli lavori, era presente in ogni angolo del rione dove c’era bisogno. Dava una mano anche al vivaio Vinciguerra di Benevento, ma in realtà il suo impegno non aveva confini: dalle lotte per i senza casa, alle proteste scolastiche, fino alle mobilitazioni più recenti degli agricoltori e alle manifestazioni contro la guerra a Gaza. Ovunque ci fosse una causa da sostenere, Gaetano c’era.
Durante l’omelia, don Amedeo ha raccontato anche l’ultimo incontro con Gaetano, quando lo aveva invitato a prendersi più cura della sua salute:
“Gli dissi di non affannarsi troppo. Lui mi rispose sorridendo: ‘Ok, ora faccio il bravo’”.
Un momento particolarmente toccante è stato quando il sacerdote ha ricordato come Gaetano fosse sempre lì, davanti alla porta della parrocchia, pronto a rimboccarsi le maniche, diventando un esempio concreto di impegno e solidarietà, soprattutto per le giovani generazioni.
Commovente anche la presenza del sindaco Clemente Mastella, visibilmente provato, che ha versato lacrime sull’altare e ha promesso di intitolare qualcosa alla memoria di Gaetano, riconoscendo pubblicamente il valore umano e civile del suo impegno.
Numerosi i fasci di fiori, tra cui quelli degli amici, del McDonald’s, del Comune e di Renato Giordano (Città Spettacolo), con una dedica semplice ma significativa: Per sempre in prima fila”.
“La gente che oggi è in chiesa – ha concluso don Amedeo – è la prova che Gaetano si è fatto voler bene e continuerà a vivere tra di noi”.
Gaetano Oliviero lascia un vuoto profondo, ma anche un’eredità fatta di partecipazione, coraggio e amore per la vita e per la sua città. Un attivista autentico, andato via troppo presto, che continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto e amato.



