Le sentenze del processo Maleventum, l’inchiesta che partì nel 2015 dalle indagini avviate da Polizia e Carabinieri che portò in emersione la malagestio dei centri di accoglienza per migranti. Una vicenda che scosse l’opinione pubblica e che portò nel giugno del 2018 all’arresto di 5 tra cui Paolo Di Donato, all’epoca a capo del centro Maleventum e di Felice Panzone, funzionario della Prefettura di Benevento, dell’imprenditore Angelo Collarile, del dipendente del ministero della Giustizia Giuseppe Pavone, e del carabiniere Salvatore Ruta.
Il Tribunale di Benevento ha prosciolto con la formula “perchè il fatto non sussiste” dodici imputati e condannato invece a tre anni di reclusione Di Donato, per i reati di frode nelle pubbliche forniture e rivalazione di segreto d’ufficio, mentre lo ha assolto dalle accuse più gravi e cioè associazione per delinquere, truffa e corruzione. Per il funzionario della Prefettura Felice Panzone i giudici lo hanno ritenuto colpevole del reato di corruzione e condannato a quattro anni di carcere, mentre lo hanno assolto dalle accuse di induzione indebita, ex articolo 319-quater del Codice Penale, e corruzione “perchè il fatto non sussiste”.
Quattro le assoluzioni sempre con formula “per chè il fatto non sussiste”. Si tratta di Salvatore Ruta, Cosimo Matarazzo, Domenico Coppolaro e Lucio di Maio. I decorsi termini di prescrizione hanno invece portato al proscioglimento di altri 8 imputati.
In definitiva, due condanne e 12 assoluzioni a vario titolo per uno dei casi più emblematici di cronaca nera degli ultimi 15 anni in provincia sdi Benevento.