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Ariano Irpino, ancora un tentativo di introduzione di droga in carcere 

Ariano Irpino, ancora un tentativo di introduzione di droga in carcere 

18 Febbraio 2026 | by Redazione Av
Ariano Irpino, ancora un tentativo di introduzione di droga in carcere 
Cronaca
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Nuovo tentativo di introduzione di sostanze stupefacenti all’interno della Casa Circondariale di Ariano Irpino, sventato grazie alla prontezza e alla professionalità della Polizia Penitenziaria.

L’episodio si è verificato nella mattinata odierna nel settore colloqui dell’istituto penitenziario irpino. Durante i controlli di routine sui familiari ammessi ai colloqui, il personale del Corpo ha individuato un involucro contenente hashish che la convivente di un detenuto aveva occultato nelle parti intime, nel tentativo di eludere le verifiche di sicurezza.

La sostanza stupefacente è stata immediatamente sequestrata. La donna, al termine delle procedure di legge, è stata deferita alla competente Autorità giudiziaria e sottoposta agli arresti domiciliari.

A rendere nota la vicenda è Marcello Bosco, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che sottolinea come l’episodio rappresenti solo uno dei numerosi tentativi registrati negli ultimi tempi e neutralizzati dall’azione costante dei “Baschi Azzurri”, spesso chiamati a operare in condizioni di carenza organica e lontano dai riflettori mediatici.

Bosco evidenzia la necessità di istituire presso la Casa Circondariale di Ariano Irpino un distaccamento di unità cinofile del Corpo, quale strumento concreto di prevenzione e repressione dei reati legati all’introduzione e allo spaccio di droga negli istituti penitenziari, fenomeno che – rileva – fa registrare un trend in crescita su scala nazionale. Le unità cinofile della Polizia Penitenziaria rappresentano, infatti, una specialità ad alto livello operativo, già distintasi in numerose attività di contrasto.

Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE: «È continua l’azione di contrasto contro l’introduzione e la detenzione di droga e telefoni cellulari in carcere. Si tratta di un fenomeno in crescita a livello nazionale, che vede quotidianamente impegnati uomini e donne del Corpo. Questo episodio testimonia come la Polizia Penitenziaria, oltre a partecipare attivamente al percorso rieducativo e trattamentale, svolga con abnegazione e competenza una fondamentale attività di polizia».

«Il lavoro in carcere è spesso invisibile – aggiunge Capece –: mentre l’arresto di un latitante occupa le prime pagine, ciò che accade negli istituti penitenziari raramente fa notizia. Eppure è proprio lì che si gioca una partita decisiva per la sicurezza del Paese».

Il SAPPE conclude sottolineando l’elevato livello di preparazione, professionalità e senso del dovere del Corpo di Polizia Penitenziaria, quotidianamente impegnato a garantire sicurezza, legalità e ordine all’interno delle strutture detentive, a tutela degli operatori, dei detenuti e dell’intera collettività.

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