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Pestaggio di Gaetano a Montesarchio: altri 8 arresti, 5 in carcere e 3 ai domiciliari

Pestaggio di Gaetano a Montesarchio: altri 8 arresti, 5 in carcere e 3 ai domiciliari

18 Marzo 2026 | by Redazione Bn
Pestaggio di Gaetano a Montesarchio: altri 8 arresti, 5 in carcere e 3 ai domiciliari
Cronaca
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A Benevento, gli investigatori hanno effettuato altri 8 arresti in relazione al brutale pestaggio di Gaetano, un 17enne di Vitulano, avvenuto a Montesarchio il 5 ottobre 2025. Gli arrestati, accusati di tentato omicidio e lesioni aggravate, sono stati sottoposti a misure cautelari: 5 persone sono state mandate in carcere, mentre 3 sono ai domiciliari.

L’indagine è stata diretta dal pm Marilia Capitanio e condotta dai carabinieri.

Di seguito il comunicato stampa della Procura di Benevento:

Nella mattinata odierna, personale della Compagnia CC. di Montesarchio, all’esito di attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, ha proceduto a dare esecuzione all’ordinanza applicativa delle misure della CUSTODIA CAUTELARE in CARCERE e degli ARRESTI DOMICILIARI, emessa dal GIP presso il Tribunale di Benevento, nei confronti di otto giovani soggetti di Benevento, coinvolti nella grave e violenta aggressione perpetrata all’esterno del locale notturno discopub XUE’ di Montesarchio, fatto avvenuto nelle prime ore del 05 ottobre 2025, ai danni di altri soggetti appartenenti all’area Foglianise – Vitulano;
per tale violenta aggressione ai danni del giovane Cusano Gaetano, venivano già tratti in arresto quattro giovani beneventani, ritenuti gravemente indiziati del reato di tentato omicidio, in quanto, ciascuno con condotte proprie e concorrenti alle altre, ed anche con l’uso di un manganello, avevano ridotto in fin di vita la vittima; l’individuazione dei primi quattro indagati era possibile attraverso l’assunzione di prime informazioni fornite dai giovani presenti sul luogo e dalla visione delle telecamere di videosorveglianza comunale istallato lungo la rotonda di via Cirignano; la misura precautelare nei confronti dei quattro giovani indagati veniva convalidata dal GIP di Benevento e confermata dal Tribunale del Riesame di Napoli.
Successivamente all’arresto, la P.G. operante proseguiva con un’intensa attività di indagine, coordinata dall’ufficio di Procura, sviluppatasi attraverso la visione delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza comunale; l’assunzione di sit di ulteriori giovani, che venivano a mano a mano individuati; l’esame dei messaggi scambiati su una chat whatsapp condivisa dal gruppo di ragazzi del beneventano; l’esame della copia forense sui contenuti delle conversazioni rinvenute sui dispositivi cellulari sequestrati ai primi soggetti individuati (effettuata tramite CT informatica); acquisizione di documentazione relativa ai transiti delle autovetture dei soggetti coinvolti nella fascia oraria interessata; acquisizione di documentazione sanitaria; dichiarazioni auto ed eteroindizianti rese da uno dei soggetti arrestati in sede di interrogatorio davanti al PM; tale attività consentiva di risalire agli altri correi nel delitto di tentato omicidio ai danni del Cusano, ma anche del delitto di lesioni aggravate ai danni di Mazzarelli Antonio;
la ricostruzione dei fatti, secondo la prospettiva accusatoria, era la seguente:
i giovani del gruppo di Benevento, appresa la notizia della presenza dei ragazzi della valle Vitulanese presso lo Xuè di Montesarchio, si organizzavano, nell’ordine numerico di oltre una decina, per raggiungere la discoteca ed ivi giunti, appostatisi nello spazio antistante il locale, attendevano all’uscita i bersagli predestinati;
il giovane Mazzarelli Antonio, appartenente al gruppo dei ragazzi dell’area Vitulano – Foglianise, appena uscito dalla discoteca, veniva aggredito al capo con una mazza da baseball; riusciva a guadagnare la fuga, lungo la via Cirignano, cercando riparo in una siepe, da cui veniva tirato fuori dagli indagati e colpito ripetutamente con calci e pugni, anche quando era riverso a terra, provocandogli così lesioni che ne comportavano il ricovero presso il nosocomio beneventano, ed una prognosi di guarigione in gg.20 (come da documentazione medica e cartella clinica);
terminata l’aggressione ai danni del Mazzarelli, i prevenuti si scagliavano contro il Cusano, che a sua volta aveva colpito uno dei ragazzi del beneventano con una bottiglia al volto, con condotte specifiche di ripetuti calci, pugni, colpi violenti, inferti anche con l’uso di una mazza da baseball, riducendolo in fin di vita; il giovane Cusano veniva dunque ricoverato in “condizioni di serio pericolo di vita” presso l’A.O “S. Pio” di Benevento, sottoposto a due interventi chirurgici e giudicato con prognosi riservata “quoad vitam”, sciolta solo in data 09.11.2025 (come peraltro confermato dalla copiosa documentazione medica agli atti e dalla relazione del medico legale);
gli accertamenti investigativi espletati, con il coordinamento della Procura della Repubblica, consentivano di ricostruire la dinamica delle violente aggressioni, e di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli ulteriori indagati per i fatti per come sopra descritti.

Pertanto, inquadrato il fatto storico nell’ipotesi di reato di tentato omicidio ai danni di Cusano Gaetano ed in quello di lesioni aggravate ai danni di Mazzarelli Antonio, e ricorrendo altresì i futili motivi dell’aggressione, la minorata difesa, avendo i prevenuti approfittato delle favorevoli circostanze di tempo e di luogo, nonché l’essere concorsi nei reati in numero superiore a cinque, la Procura, all’esito delle indagini espletate, richiedeva l’applicazione delle misure cautelari, concesse dal GIP, sede, ed eseguite dalla P.G. operante.

I provvedimenti eseguii sono misure cautelari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari delle stesse sono, allo stato, indagati e quindi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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