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“Apri gli occhi” il libro di Giuliana Covella sulla storia di padre Rassello

“Apri gli occhi” il libro di Giuliana Covella sulla storia di padre Rassello

20 Gennaio 2026 | by redazione Labtv
“Apri gli occhi” il libro di Giuliana Covella sulla storia di padre Rassello
Cultura
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A Ischia, presso la libreria Giunti, è stato presentato “Apri gli occhi”, il nuovo libro dato alle stampe dalla giornalista Giuliana Covella sulla storia di padre Giuseppe Rassello, il prete che nel Rione Sanità sfidò non solo i clan camorristici, ma anche il potere politico dominante responsabile del degrado sociale che caratterizzava interi quartieri della città partenopea e per cui erano tantissimi i giovani che finivano per essere facile preda della criminalità.

Quei giovani, tra cui anche figli di potenti boss, che padre Giuseppe toglieva dalla strada giorno dopo giorno impegnandoli in svariate attività culturali e sociali a partire dai lavori di scavo e di recupero delle Catacombe di San Gennaro, San Gaudioso e San Severo che da allora sono diventate fonte di reddito, di occupazione e di sviluppo per l’intera città di Napoli, come ci spiega la stessa Giuliana Covella.
“L’idea di scrivere questo libro – spiega la Covella – è nata dal fatto che padre Rassello aveva segnato un solco nella storia della Sanità perché aveva aperto la strada alla riscoperta di tanti tesori nascosti come le catacombe che oggi, appunto, sono meta di tanti turisti provenienti da tutto il mondo. E soprattutto perché la sua vicenda giudiziaria meritava di essere raccontata dato che ha ancora tanti punti oscuri”.
La sua opera di riscatto sociale della Sanità, si interruppe bruscamente il 2 giugno del 1990 quando padre Rassello fu arrestato sul sagrato della basilica di Santa Maria della Sanità con l’accusa di aver abusato di un ragazzo di 14 anni.

In primo grado il sacerdote fu condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione, mentre in appello la pena venne ridotta a 2 anni e un mese.
Morto nel 2000 colpito da un male incurabile, la sua storia è ritornata alla ribalta dell’opinione pubblica proprio grazie al libro di Giuliana Covella che da bravissima giornalista quale è, ha iniziato ad indagare a fondo su quanto accaduto, attraverso la raccolta di testimonianze e la lettura certosina di verbali di interrogatori, sentenze, interrogazioni parlamentari e articoli giornalistici dell’epoca.

Cosa n’è venuto fuori? Ne è venuto fuori che, ad esempio, padre Giuseppe fu condannato nonostante per il perito del Tribunale di Napoli, il professor Alfonso Zarone, un luminare in ambito medico-legale, che aveva analizzato tutti i referti medici, il 14enne non aveva subito alcuna violenza sessuale. Ma non è tutto.

Padre Rassello aveva persino chiuso le porte della sua chiesa per impedire un comizio della Democrazia Cristiana in vista delle imminenti elezioni e nemmeno due mesi prima dell’arresto, nel corso di una seguitissima trasmissione televisiva della Rai, aveva denunciato legami tra la malavita locale e i rappresentanti dello Stato con finanziamenti destinati alla rinascita del Rione Sanità mai arrivati.

Un caso, coincidenze, o episodi che rappresentarono la cosiddetta goccia che fece traboccare il vaso e quindi misero in moto la macchina del fango? Non lo sappiamo, ovviamente, ma il libro di Giuliana Covella ci inviata sicuramente a riflettere proprio su queste circostanze.

“Oltre che alla malavita – afferma Giuliana Covella -, padre Rassello dava fastidio, è il caso di dire, al potere, al potere forte, ai vertici delle istituzioni, e non abbiamo timore di dirlo come lui non ha avuto timore di attaccare, di fare nomi e cognomi a quel tempo e per questo ha pagato uno scotto troppo grande che secondo me va appunto riscattato”.

Intanto come ci conferma Giuliana, nonostante siano trascorsi ormai 26 anni dalla morte, padre Giuseppe Rassello al rione Sanità continua ad essere amato.
“Ci sono i giovani, gli uomini, gli ex bambini di allora, i ragazzi che lui ha salvato dalla strada, i ragazzi per i quali ha segnato appunto il futuro, e loro lo ricordano con affetto e gli sono tutt’ora devoti”, ha concluso la Covella.

Gennaro Savio

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