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Dario Mellone, profilo di un genio in bianco e nero

Dario Mellone, profilo di un genio in bianco e nero

23 Gennaio 2026 | by Enzo Colarusso
Dario Mellone, profilo di un genio in bianco e nero
Cultura
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Quando l’informazione era intuizione, capacità di sintesi, velocità di esecuzione. E con un disegno si riusciva a cogliere l’essenza della notizia. In questa vera e propria arte del racconto, attraverso l’uso della china, era maestro Dario Mellone, bolognese di nascita ma milanese di adozione, una vita al Corriere a descrivere con i suoi disegni fatti di cronaca e non solo in uno dei periodi più pregni e più terribili della storia del nostro Paese e con Milano sullo sfondo, negli anni del terrorismo e della lota tra bande criminali. Erano gli anni 70, formidabili e crudeli, quando essere giornalisti o operatori dell’informazione poteva costar caro, a Milano come altrove, e nomi come Walter Tobagi risuonano ancora oggi come veri e propri martiri del diritto ad essere informati.

E allora ecco che l’eredità lasciata ai posteri da Dario Mellone, la cui figura è stata ripresa all’interno di un convegno all’Università del Sannio, risalta in tutta la sua contemporaneità per freschezza di racconto e modernità di messaggio e si presta come viatico per capire come si fa questo mestiere, metropoli o provincia che sia. “Da Milano alla luna con fermata a Benevento”, le tavole, anche satiriche di Mellone, hanno costellato il claustro dell’Università del Sannio e il piano superiore.

Da Piazza Fontana a Piazza della Loggia, dal blitz nel covo BR di via Fracchia a Genova, alla strage alla stazione di Bologna, agli scontri a fuoco tra forze dell’ordine e bande della mala milanese. Scene rivissute a distanza di decenni ma che ci arrivano con egauale intensità e dovizia del necessario. Ma anche fatti straordinari come l’ammaraggio dell’Apollo 13 e da qui il senso del nome dato al convegno, come i suoi quadri che anticipavano le neoavanguardie e precedevano le terze avanguardie.

Insomma, un artista a tutto tondo, schivo, di poche parole ma come il Riccardo di Gaber anche simpatico a suo modo. Le sue frequentazioni con Buzzati, che gli apre le porte della Domenica del Corriere, siamo nei porimi anni 50, l’affinamento delle sue qualità acquisite a Brera, l’approdo al Corriere della Sera al quale dedicherà 35 anni della sua vita. Mellone e la sua arte che precorre i tempi e come ha detto l’ex direttore del Corriere De Bortoli, nel suo intervento da remoto, esserlo troppo non è tra le cose maggiormente augurabili.

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