Quarto appuntamento nel cartellone artistico 2025/26 dell’Accademia di Santa Sofia, in collaborazione con il Conservatorio “Nicola Sala”, l’Università degli Studi del Sannio e il Banco BPM.
L’appuntamento è in programma sabato 17 gennaio, alle ore 19, all’Auditorium “Sant’Agostino” di Benevento, con il concerto dal titolo “Accademia di Santa Sofia: dal Contemporaneo al Classicismo”.
Il programma si muove tra linguaggi del Novecento e capolavori della tradizione classica, offrendo un percorso musicale variegato e ricco di suggestioni.
Gli studi per archi n° 1 e n° 5 op. 44 di Paul Hindemith fanno parte di una raccolta di cinque brani composti seguendo la sua concezione luterana della musica, che assegna all’arte dei suoni una funzione educativa e di edificazione spirituale. La scrittura non presenta difficoltà tecniche di rilievo ma, purtuttavia, mostra una personale varietà espressiva, nella quale dinamicità ritmica e libertà armonica sono al servizio di un vigoroso senso contrappuntistico.
Il Labyrinthus di Filippo Zigante è un lavoro che intende proporsi come riflessione sull’esistenza. La composizione si articola in due momenti distinti ma strettamente connessi, che mettono in relazione l’origine, la maturità e il destino finale dell’essere umano. Poiché la ragione non è in grado di fornire risposte definitive, questi momenti finiscono per dissolversi l’uno nell’altro, riportando l’ascoltatore al punto iniziale del percorso musicale. Il ritorno all’origine suggella così il senso del titolo: dal “labirinto” dell’esistenza non esiste una vera uscita, ma solo un continuo interrogarsi.
Il Divertimento per archi in re maggiore KV 136 di W.A. Mozart, composto a Salisburgo nel 1772, è il primo di tre divertimenti per archi del grande compositore austriaco. Il primo movimento è caratterizzato da due gruppi tematici: il primo è affidato ai primi violini, ai quali rispondono i secondi; il secondo presenta una forma “a canone”, vale a dire una forma imitativa. Il secondo movimento è particolarmente felice per la fluidità della sua linea melodica e gli fa seguito, come nella logica della forma classica, un terzo movimento dal carattere brillante e vagamente umoristico.
L’Adagio e fuga in do minore per archi KV 546 di W.A. Mozart è un lavoro nato dapprima per due pianoforti e successivamente trascritto dallo stesso Mozart per orchestra d’archi, con l’aggiunta di un “adagio” introduttivo. La composizione è improntata a un clima di estrema severità e si avvale di una tecnica compositiva e di un controllo espressivo frutto di una profonda assimilazione della lezione bachiana.
La performance sarà preceduta dal preludio di Fabrizio D’Aloia, dal titolo: “L’arte che fiorisce: dall’Hortus Conclusus al Giardino del Mago”.
I ticket per l’evento sono disponibili presso la Libreria Ubik, online su www.clappit.com. In caso di disponibilità residua, i biglietti saranno acquistabili direttamente in teatro prima dell’inizio dello spettacolo.
PROGRAMMA
17 gennaio – Ore 19.00 – Auditorium Sant’Agostino
PRELUDIO
Fabrizio D’Aloia: “L’arte che fiorisce: dall’Hortus Conclusus al Giardino del Mago”
ACCADEMIA DI SANTA SOFIA – Dal Contemporaneo al Classicismo
Musiche di: P. Hindemith – F. Zigante – W.A. Mozart