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Benevento ricorda i suoi Costituenti: serata intensa per il ciclo #Repubblica80Benevento

Benevento ricorda i suoi Costituenti: serata intensa per il ciclo #Repubblica80Benevento

17 Febbraio 2026 | by Redazione Bn
Benevento ricorda i suoi Costituenti: serata intensa per il ciclo #Repubblica80Benevento
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Ieri pomeriggio, presso la sala del Centenario della Basilica della Madonna delle Grazie, grande successo e partecipazione anche per il secondo appuntamento del ciclo #repubblica80Benevento, promosso dal Centro Studi del Sannio, di cui è presidente il prof. Paolo Palumbo.

Intensa la serata, magistralmente condotta da Giuseppe Patrevita, che era dedicata ai “padri” beneventani della Costituzione, vale a dire l’On./le Giambattista Bosco Lucarelli, nelle riflessioni dell’On./le Roberto Costanzo; l’On./le Raffaele De Caro, nelle riflessioni del prof. Antonio Gisondi; l’On./le Antonio Cifaldi, nelle riflessioni del prof. Mario Pedicini; l’On./le Giovanni Perlingieri dell’Avv. Alessandro Tanzillo; l’On./le Alfredo Covelli, nelle riflessioni del prof. Fabio Torriero. I cinque onorevoli furono eletti nell’Assemblea Costituente, formata da 556 membri, dei quali 21 erano donne.

Il primo a intervenire è stato l’On./le Roberto Costanzo che ha messo in grande risalto l’opera meritoria svolta dall’On./le Giambattista Bosco Lucarelli: “Al referendum del 2 giugno 1946 Bosco Lucarelli si dichiarò repubblicano, mentre De Caro si schierò per la monarchia. La DC in campo nazionale aveva deciso di non prendere posizione, né per la repubblica né per la monarchia, lasciando liberi dirigenti e militanti di schierarsi per l’una o l’altra parte”. Eppoi: il 30 maggio 1947 l’onorevole Bosco Lucarelli pronunciò un discorso all’Assemblea costituente, in cui tra l’altro disse: “Rivendichiamo la nostra unità regionale del Sannio. Se ce la concedete fate un’opera di giustizia; se non ce la concedete, con costanza sannita continueremo a combattere fino a che giustizia sarà fatta”. Fino a che giustizia sarà fatta: era il 30 maggio 1947; l’anno prossimo saranno passati 80 anni, ma Bosco Lucarelli e De Caro attendono ancora giustizia. Attendono invano per colpa di chi? Se Campobasso oggi si consola con una regione minuscola e insignificante, Avellino e Benevento continuano a crogiolarsi in una lotta tra poveri, illudendosi di potere l’una assorbire l’altra, l’una sopraffare l’altra. Tre soggetti piccoli che non sanno trovare la forza, ma neanche la volontà, di diventare grandi o se non altro meno piccoli e meno emarginati; insomma, non sanno trovare la strada dell’intesa e della cooperazione.

Ospiti anche alcuni familiari dei politici e la figlia di Alfredo Covelli, Maria Rosaria Covelli, Presidente della Corte d’Appello di Napoli, un magistrato di lungo corso sia nel campo penale che civile, che nel suo breve intervento ha voluto ricordare il papà, originario di Bonito (Av), che si laureò in lettere e filosofia, in giurisprudenza e in scienze politiche presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”; nella seconda metà degli anni 1930 fu insegnante di latino e greco nel liceo classico “Pietro Giannone” di Benevento.

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