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Politica

Il “Governo Ombra” del PD Sannita

Chi di voi ricorda i governi ombra del PCI. Bei ricordi, almeno per chi è ispirato a quella cultura politica. Cultura politica che appare lontana dal PD e da quello beneventano in particolare, al massimo socialista nella sua più sperticata tendenza a sinistra. Per il resto composto da democristiani, e soggetti di matrice anche destrorsa. Ora, i compagnucci della parrocchietta che ti tirano fuori dagli armadi della storia? Nientemeno che il governo ombra, una delle prerogative di Botteghe Oscure all’epoca dei monocolore “democristi” e dei sette e passa governi Andreotti, dalla Solidarietà Nazionale al Pentapartito. Una iniziativa del PD che le varie sezioni hanno sposato in una ottica, si spera, di nuova classe dirigente da far crescere insieme a figure di provata esperienza. Nella squadra messa su dal PD sannita si scorge, finalmente, il vento della novità ma prima di gridare al miracolo va sempre fatta la prova del nove, va fatta la verifica per capire se i virgulti, tra cui c’è anche la graziosa Sara Pannella, neo responsabile della Comunicazione, saranno messi nelle condizioni di incidere. Va considerato, in estrema sintesi, se la classe dirigente lideristica, che dice di avere ormai smesso i panni tetragoni dell’esercizio del potere, abbia davvero intenzione di dare seguito alle sue volontà oppure no. Nell’attesa che si compia “la beata speranza” andiamo a spulciare le personalità che compongono l’organigramma che il coordinatore Palumbo, lui si comunista, “in correlazione politica con il Vice Segretario e Resp. Organizzativo, Giovanni Cacciano” ha elaborato. E allora andiamo a vedere chi sono i “ministri” e quali competenze assumeranno. Qui sotto il prospetto in cui spiccano i veterani Damiano al Walfere, Panza all’Economia, Petrillo alle Imprese, Ricci agli Esteri con domanda annessa e un po stronza se per Esteri va considerato tutto ciò che va oltre Sferracavallo, Samuele Ciambriello al Terzo Settore, Addabbo alle Aree Interne, l’ottimo Furno all’Innovazione, De Lorenzo alla Città e Aree Metropolitane che non ci sono, il Dottor Faust alle Infrastrutture. Fa piacere che più della metà è gente cui viene data una chance di crescita a ma anche di capacità. Finalmente, a Corso Garibaldi s’è compreso che questa potrebbe essere una vera scuola politica in cui far crescere elementi della classe dirigente di domani. L’unica remora è l’autoreferenzialità dei “clan” egemoni e che governano il partito. Una loro uscita di scena potrebbe essere un segnale per il futuro. Speranze al minimo sindacale.

TEMA RESPONSABILE PROVINCIALE RESPONSABILE NAZIONALE
WELFARE FRANCO DAMIANO Brenda Barnini
IMPRESE E PROFESSIONI GIOVANNA PETRILLO Pietro Bussolati
AMBIENTE GIUSEPPE ANTONIO RUGGIERO Chiara Braga
AREE INTERNE GIUSEPPE ADDABBO Marco Carra
ECONOMIA FLORIANO PANZA Emanuele Felice
ESTERI CLAUDIO RICCI Emanuele Fiano
COMUNICAZIONE SARA PANNELLA Marco Furfaro
TERZO SETTORE SAMUELE CIAMBRIELLO Stefano Lepri
ENTI LOCALI FABRIZIO D’ORTA Caterina Bini
TURISMO E MADE IN ITALY SALVATORE FALCO Vanessa Camani
INNOVAZIONE ANTONIO FURNO Marianna Madia
CITTÀ ED AREE METROPOLITANE GIOVANNI DE LORENZO Virginio Merola
LAVORO DIEGO RUGGIERO Marco Miccoli
SICUREZZA TONINO BISCARDI Carmelo Miceli
CULTURA RAFFAELE SIMONE Nicola Oddati
RIFORMA DELLO STATO GIOVANNI PALERMO Roberta Pinotti
SCUOLA GRAZIA ERMELINDA PEDICINI Camilla Sgambato

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