C’è fermento nel PD sannita in vista del congresso di fine mese. E la cosa non può che essere accolta con interesse. L’area “Cambiare il PD Sannio” fa capo a Mino Mortaruolo, Italo Palumbo, Giovanni Palmieri, Antonio Iavarone, Angelo Marino e Peppe Addabbo da sempre critici nei confronti dell’autrarchia decariana. Il rovescio delle Regionali ha aperto il vaso di Pandora per cui l’aria congressuale induce a considerare l’ipotesi di un certo multilateralismo da sempre invocato in contrapposizione al pensiero unico dominante.
Si apre una stagione lunga e impervia ma fatta di tentativi di buoni propositi. Cambiare il PD Sannio è dell’avviso che “la prima cosa che il PD sannita deve dire con chiarezza è di essere alternativo al centrodestra, alle provinciali e poi alle Amministrative dell’anno prossimo, rifiutando alleanze anche con liste civiche ispirate dalla destra” e mette in guardia dall’antimastellismo irriducuibile la cui direzione politica ha prodotto la propria sconfitta”.
Mastella è però personaggio ingombrante e un avvicinamento al PD per coronare anche qui nel Sannio il Campo Largo potrebbe comportare eventuali fagocitazioni. L’altolà arriva da Peppe Ruggiero. Il sindaco di Foiano, nei suoi ormai tradizionali messaggi whatsapp, mette in guardia il suo partito.
“Non possiamo barattare Provincia e Comune per mere posizioni di potere da parte di qualcuno, il ragionamento con Mastella va fatto ma a tutto tondo coinvolgendo le comunità montane, Sannio Acque, ciclo dei rifiuti dove regnano i mastelliani, oppure l’Asi”, dice Ruggiero. “Il Campo Largo si compone di vari puzzle e Mastella non può selezionare gli ambiti; il dialogo deve essere ad ampio spettro con l’obiettivo di stanare il sindaco anche in relazione all’establishment mastellista che non guarda di buon occhio un discorso allargato. “Mastella si tolga dalla testa di prendersi il PD”, dice in definitiva Ruggiero, che non è affatto contrario al dialogo con il sindaco di Benevento ma su basi di parità e di serietà.