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Rosa sacrificato in nome della realpolitik

Rosa sacrificato in nome della realpolitik

17 Gennaio 2026 | by Enzo Colarusso
Rosa sacrificato in nome della realpolitik
Politica
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Macchina del fango, siluramento, omicidio politico, slealtà. Sono solo alcune delle accuse che Alessandro Rosa ha lanciato all’indirizzo del sindaco Mastella dopo il suo allontanamento dalla giunta comunale nella attesa conferenza stampa del Traiano. Un esautoramento che per modalità e messa in pratica sorprende poco, assai poco. Prima di lui altri hanno assaggiato il lato più brutale del mastellismo e se ne può fare un elenco robusto; da Erminia Mazzoni fatta fuori in un battibaleno per motivi legati ad una sua presunta, poi non vera, candidatura per le politiche del 2018, e che seppe dalla stampa del suo esonero, a Gino De Nigris, che si dimise per solidarietà (sob) quando Mastella nel febbraio del 2020, per uscire dalla morsa dei “succhiaruote e degli arraffa arraffa” decise di andarsene per poi però tornare; ad Amina Ingaldi, poi recuperata, che in qualche modo si mise di traverso e come Alessandro Rosa ha brandito l’arma del “buon governo” del proprio assessorato.

E così altri che del mastellismo hanno avuto prova di quanto possa essere “energico” quando si tratta di recidere. Certo, questa metodologia è esecrabile, avvertire la gente con i messaggi non è accettabile, ma tutti sanno che questo è anche Mastella, non se ne possono lamentare quando la scure poi si abbatte su di loro.

Rosa, da sempre sulla graticola perchè ritenuto inaffidabile ed ambizioso, paga un pedaggio che sta sopra la sua testa, nel senso che certamente hanno inciso le sue vere o presunte, lui sostiene presunte, frequentazioni con Rubano o con il sempreattivo Gianvito Bello e si sa che queste cose al Capo piacciono poco, ma paga anche la realpolitik del momento; a Mastella serve blindare le Provinciali e Annalisa Tomaciello, da sempre molto vicina al sindaco, e assai “distratta” alle ultime Regionali, è la pedina che serve per tornare a godere di tutta la maggioranza per l’impegno del 28. Che è importantissimo per Mastella perchè la riconferma alla Rocca è moneta di scambio quando si tratterà di affrontare la discussione delle Amministrative. E Tomaciello è centrale in questo scacchiere e pure Picucci, che pur non essendo un mostro di simpatia per Mastella, torna con una certa frequenza e poco importa che Barone abbia provato a mandarlo fuori strada con quel post assai velenoso.

E allora, moralmente cosa si può obiettare a Rosa? Nulla o quasi, ha fatto bene il suo compito con le risorse che gli hanno dato, ha ricevuto un trattamento deprecabile, è giusto che se ne dolga e che prometta vendetta: ora può e deve. E tuttavia, è opportuno sottolineare che l’eccesso di dinamismo con Mastella paga poco, pochissimo. Il battage di sostegno a Pellegrino, probabilmente, ha allarmato il sindaco che ne ha intravisto solo i lati negativi. Ha immaginato che quella robusta partecipazione di gente potesse indurre Rosa ad alzare la posta e lui non può tollerarlo e nemmeno permetterselo se vuole fare il Campo Largo. Profilo basso e pedalare sarà l’assioma dei prossimi mesi e chi non si atterrà a questo comportamento ed anzi farà chiasso potrebbe correre lo stesso rischio di Rosa; perchè Rosa potrebbe non essere il solo a riscuotere “dattero per fico”.

 

 

 

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