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Politica

Il Tar rimette Caporaso in sella alla Comunità Montana del Taburno

Il panorama politico vive su tre questioni che sembrano essere preponderanti. Cominciamo dalla vicenda della Cominità Montana del Taburno che presenta una novità di rilievo. La prima sezione del Tar della Campania, con sentenza del 20 gennaio, ha accolto il ricorso presentato dal presidente uscente Caporaso, attraverso l’avvocato Prozzo,  avverso alla decisione del Prefetto di Benevento che con decreto prot. 3741 del 16 gennaio 2026 aveva nominato commissario ad acta la dottoressa Falzarano per la convocazione del Consiglio Generale della Comunità Montana del Taburno, ponendo all’ordine del giorno la discussione della mozione di sfiducia costruttiva presentata il 17.12.2025.

Il Tar ha quindi sospeso quanto deciso dal Prefetto di Benevento in attesa della camera di consiglio del giorno 11 febbraio e quindi Gennaro Caporaso, per il momento, resta il presidente della Comunità Montana del Taburno.

Schermaglie politiche, scaramucce anche indicative del clima che si repsira e sullo sfondo le Provinciali del 28 febbraio sui cui ancora non si comprende come ci si arriverà. Il Campo Largo anche nel Sannio passa attraverso la crisi del PD nel quale il confronto è aspro tra chi, il decarismo, è fortemente ostile a Mastella e chi invece vorrebbe allacciare rappporti

Ma ci sono almeno altre due correnti che si sono formatre di recente. C’è chi aprirebbe amche oggi al sindaco di Benevento, quanto meno per cominciare il dialogo, e di questo novero fa parte Antonella Pepe e l’area Cambiare il PD Sannio di Mortaruolo e Palumbo.

 

La corrente dei sindaci non è contraria a Mastella ma teme la fagocitazione del sindaco e lo chiama ad una universalità dei tavoli di negoziato. Secondo Peppe Ruggiero non c’è solo la Provincia o il Comune di Benevento ma il confronto va allargato a enti, comuinità montane e altri centri di potere.

E poi c’è la questione Rosa che continua a tenere banco con l’ex assessore che ora non smentisce sue più che concrete velleità sindacali. E dall’opposizione Luigi Diego Perifano, sornione, volutamente ignora le alchimie ponderate e chiede le ragioni delle divergenze che ufficialmente l’Amministrazione ha addotto a fondamento della revoca del mandato a Rosa.

“La città deve sapere che cosa è successo tra Rosa e Mastella visto che non c’era nessun segnale di tensione”, dice il portavoce di Apb. “Occorre maggiore trasparenza”, conclude Perifano.

   

 

 

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