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Provinciali, liste ai canapi. Destra senza egide di partito, PD double face, Mastella cerca il bis

Provinciali, liste ai canapi. Destra senza egide di partito, PD double face, Mastella cerca il bis

9 Febbraio 2026 | by Enzo Colarusso
Provinciali, liste ai canapi. Destra senza egide di partito, PD double face, Mastella cerca il bis
Politica
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Adesso che finalmente s’è chiuso il bailamme, anche mediatico, attorno alla composizione delle liste che concorreranno alla formazione del prossimo Consiglio provinciale è possibile, ora, delineare un piccolo quadro della situazione politica attorno a questo pur importante appuntamento, sebbene “elitario”. E il quadro che ne viene fuori, a destra come a sinistra, è davvero frastagliato. Cominciamo dai partiti di governo

Qui, l’operazione del Senatore Matera e cioè quella che lui stesso aveva rivelato al nostro tg, non più tardi di un paio di giorni fa, di cercare fino all’ultimo minuto la quadra per evitare la doppia lista si può definire fallita. Di compagini il “destracentro” ne presenterà due e nessuna con la denominazione dei tre partiti perchè saranno due liste che rispondono al nome di Unione dei Moderati e Sannio Insieme e non è un bell’andare.

Quella unità della compagine che da caterve di tavoli si cerca di far passare come cosa possibile ed anzi imminente, alla resa dei conti non solo non c’è nei fatti ma neppure nei pensieri. E allora è tattica, almeno così appare dalle parole dei maggiorenti ma già Rubano aveva messo in guardia i soci che se la cosa dovesse dimostrarsi fallimentare o addirittura spalancare autostrade agli avversari, ebbè, allora addio unità della coalizione perchè Forza Italia non sarà parte di nulla. Parole estreme? Può darsi, ma non si può dire che non ripropongano un problema ormai endemico tra i conservatori e che proprio non ce la fanno a trovare punti di convergenza tra loro.

Il PD

Va dato atto ai derelitti di avere orgoglio e di presentarsi sotto l’egida ufficiale di partito. Va da se che saranno due le compagini che poi incarnano il momento attuale del partito diviso per lo meno in tre correnti; Decariani, Cambiare il PD Sannio di Palumbo e Mortaruolo e i Sindaci e una sequela di personalità come Ruggiero e Angelo Pepe che non si collocano e preferiscono agire da battitori liberi . E ci sarà da attenderli il 21 alla fase finale del congresso, evento quanto mai interessante, il più interessante di sempre.

E allora, a latere di quella ufficiale decarista, in cui compare anche Carmine Valentino che sancisce la sua rentrèe ufficiale dopo un periodo non certo felice e che è pronto a dare il suo contributo, anche in vista della prossima tornata elettorale a Sant’Agata che non deve fallire, c’è la lista dei sindaci “rebeldes”  di Sannio Bene Comune, dei tre tenores Addabbo, Angelo Marino e Antonio Iavarone, a sinistra anche nella scelta del simbolo che è una quercia di pidiessina memoria.

Mastella

Il sindaco è il meno preoccupato di tutti e non c’erano dubbi. Ha recuperato la Tomaciello, pedina importante per via del ponderato, e per raggiungere lo scopo ha acconsentito che Picucci rientrasse in gioco sacrificando Rosa. Presenta due liste, Noi di Centro e quella della sinistra mastellista Uniti, Sanniti, mix di Noi Campani  con Mastella ed Essere Democratici. Mastella rinnova il suo parco concorrenti; via tutti per far posto ai sempre leali Zanone, Iannelli e De Mercurio, per restare nell’ambito cittadino e i sindaci Bozzuto e Ricci. Degli uscenti concorre, ma senza velleità, Alfonso Ciervo per il resto è tutto nuovo e non ci si deve sorprendere visto il concorso anche dei prescelti alle grandi prestazioni elettorali di novembre.

A questo punto per capire a che punto di cottura è il lavorìo a i fianchi portato da Mastella per essere compreso anche a Benevento nel Campo Largo occorre solo attendere il 21 e poi si vedrà.

 

 

 

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