Ad una settimana esatta dalla fase finale del congresso del PD sannita si registra un affondo poderoso di Giovanni Palmieri, uno dei più tenaci avversari del decarismo, corrente egemone, forse, dei Dem sanniti. Palmieri, dell’area “Cambiare il PD Sannio”, senza troppi preamboli, parla di congresso falsato e di tracotanza decarista e chiama in causa direttamente il segretario regionale De Luca Jr affinchè intervenga per evitare che il congresso sia celebrato.
“La Federazione sannita, scrive Palmieri, continua con arroganza ad agire nel disprezzo di regole e trasparenza, oltre ad essersi posta sempre in maniera divergente ed oppositiva rispetto alle indicazioni del partito nazionale. A conferma di cio’ anche la decisione di non promuovere una unica lista con le altre forze del campo largo per le provinciali, ultimo atto di una dirigenza (uscente ed entrante, che poi è la stessa) allo sbando. Con la complicità dell’ex Presidente della Federazione, all’epoca defenestrata e sfiduciata, che solo 3 mesi fa, giustamente, paragonava il Pd Sannio al Titanic che affonda, per poi allearsi, per il congresso, con i suoi aguzzini che allora la sfiduciarono compiendo un omicidio politico nei suoi confronti, in pieno stile, degno dei migliori regimi.
Esclusioni, avvertimenti di espulsione, epurazioni dal partito, minacce a qualche sindaco, ad iscritti non allineati, gestione autocratica forzata, imposizione di persone e scelte nel disprezzo della base, degli iscritti, dei militanti e dei valori fondativi del Pd: il Pd Sannio è una Federazione detenuta da una decanìa, costantemente, da oltre quindici anni, gestita attraverso il tesseramento controllato e con metodi che nulla hanno a che fare con la democrazia, con le regole, con percorsi tematici, inclusivi e partecipati.
Si attende dunque la decisione del segretario regionale del Pd Campania che è stato diffidato a sospendere le operazioni congressuali della federazione sannita in considerazione delle numerose violazioni di Statuto e Codice Etico segnalate, riguardanti la fase precongressuale e congressuale, rappresentanti la normalità nella gestione della Federazione sannita. Per cui si sta svolgendo un congresso illegittimo e viziato e, per le ragioni di cui sopra, la Federazione dovrà essere sciolta e commissariata. Come previsto dallo Statuto, a fronte delle omissioni già segnalate ed oggetto di diffida, riguardanti anche il Pd regionale. Nonchè per qualche profilo sul quale non sarebbe da escludere anche un approfondimento in sede penale, che tuttavia è auspicabile evitare.
Certamente un mancato intervento del Segretario Regionale, esporrebbe ad omissioni statutarie anche il Pd Regionale. Pertanto il segretario regionale Piero De Luca si faccia garante dell’applicazione delle regole e dello Statuto e metta un punto alla disastrosa gestione del Pd sannita, osteggiata anche nei congressi di circolo, disertati in molti casi, inesistenti in molte realtà, mentre in altre sono emersi voti non espressi e schede bianche contro la gestione attuale. Va aperto un nuovo ciclo e rifondato il Pd Sannio. Su basi nuove di democrazia e di trasparenza. Cosi rimettendo al centro la credibilità di un grande partito come il Pd ed evitare di esporre anche il Pd regionale a violazioni statutarie, già integrate, per omissioni di controlli richiesti e di verifiche sui principi e i valori fondanti.
Ed evitando di dover chiamare in causa il Pd locale e regionale innanzi ad organi giurisdizionali esterni al partito al fine di ripristinare regolarita’ e trasparenza. Il mio appello a Piero De Luca con cui, pur appartenendo ad aree diverse, da anni ci conosciamo, affinche’ nella sua qualità di segretario regionale sia garante delle regole senza subire i timori, le pressioni e le influenze di qualche cacicco locale e di chi ha portato il Pd Sannio al 10%, peggiore Federazione della Campania e del Sud Italia. Stacchi la spina, mettendo da parte correntismi e fazioni, una volta per tutte, nell’interesse primario del Pd sannita e regionale. E per costruire, insieme, un grande Pd nel Sannio e in Campania, in linea con il partito nazionale, e che non sia partito padronale come a Benevento, ma vero partito di centrosinistra, della gente e per la gente, capace di affrontare le questioni sociali e territoriali. “