E dal congresso che non t’aspetti esce fuori che i giochi sarebbero fatti e che i muri anti-campo largo, di colpo non esistono più. Piero De Luca piazza via ogni reticenza e annuncia che ormai i veti all’ingresso di Mastella anche a Benevento, praticamente non esistono più. E questa è senza dubbio la notizia di maggiore fragore che emerge dallo stanzone di Palazzo Paolo V, a prolusione di un congresso monocorde in cui la segretaria era già stata annunciata essendo l’unica candidata e cioè Filomena Marcantonio, e in cui le anime ribelli, ma non ditelo a De Caro se non intendete essere liquidati come gente senza acume, manco si sono presentati e secondo la nomenklatura sono già fuori dal partito. Ma questo appare secondario dinanzi alla affermazione urbi et orbi che Mastella è sdoganato e che può ora ritenersi a tutti gli effetti alleato del PD decarista…Ma de che…A bloccare i facili entusiasmi ci pensa Umberto che si aggira nei meandri del Palazzo volendo essere l’ultimo baluardo possibile alla normalizzazione che De Luca Jr è venuto a spargere sul capo dei dem.
“Aspettiamo prima di parlare in modo assoluto di un campo largo generalizzato”, ammonisce De Caro che se possibile esprime ancora più acerbità di quanta non he sappia disporre. “Aspettiamo cosa accadrà a Salerno oppure ad Avellino e poi ne riparliamo, cosa vogliamo fare, trasformare Benevento in una enclave? Bisogna capire come andranno le cose li e poi potremo avere idee più chiare sul da farsi”. Parole che gelano il clima da volemose bene che pareva permeare la mattinata, e pure quello che sembra ormai aleggiare al Comune dove pare che gli ostacoli all’apertura al sindaco siano meno ieri di quanto si immagini. Il PSI e Perifano avrebbero imboccato una strada più possibilista, i dem di una convergenza in corso d’opera non ne vogliono nemmeno sentire parlare. E così va a finire che il 21 di febbraio sarà ricordato come il giorno kafkiano per eccellenza del PD decarista beneventano; il segretario regionale da per scontato ciò che il decarismo continua a respingere. Come andrà a finire? Avrà ragione il “nipponico” De Caro o il pragmatismo del Regionale Dem? Lo sapremo in primavera.
Ad ogni modo alle Provinciali del 28 ognuno farà proporzionalmente parte per sé stesso, so numeri e ognuno vale per quanto pesa, ma il problema si porra’ quando si andrà a scegliere il presidente ma per l’autunno, si spera, che qualche nodo sia stato sciolto.