Umberto li attende al varco e il varco sono le Provincviali di secondo livello che si terranno sabato prossimo. Stiamo parlando, ovemai non lo aveste capito, del procelloso universo del PD sannita fresco reduce da un congresso che taluni assenti, e va detto che chi manca ha sempre torto, reputano farlocco e del tutto sganciato dalla realtà mentre i decaristi non fanno una piega e sostengono che invece sia sinonimo di estrema compattezza e che quello della Marcantonio è a tutto tondo l’unico segretariato possibile in questo momento.
Ma la questione della lista “Sannio Bene Comune” rischia di far deflagrare ancora di più la miscela esplosiva. “Lo statuto parla chiaro e chi si pone contro il partito automaticamente ne è fuori”, recita sibillino De Caro. E i Sindaci cosa rispondono? Per ora si preferisce attendere l’esito delle Provinciali, che scevro da significati di carattere universale riveste invece un gran significato per gli equilibri interni. Una magra figura della lista del PD innescherebbe ulteriori scossoni, una fine ingloriosa dei dissidenti li farebbe sprofondare nella irrilevanza.
Peppe Addabbo, uno dei sindaci che ha espresso critiche al modello di scelta del segretario provinciale e in senso lato al decarismo è assai misurato e mostra una certa qual democristiana via maestra alla ricerca del dialogo e della pluralità.
“Non mi sento affatto fuori dal PD e ricerco quel senso di pluralità che è emerso anche nei lavori del congresso dalle parole di molti iscritti. Sono in disaccordo sui modelli di scelta della classe dirigente e della segretaria provinciale in modo particolare ma non ho nulla di personale contro Filomena Marcantonio. E tuttavia, una maggiore ricerca di quella pluralità di cui sopra non credo avrebbe fatto male al partito, in un momentoi di grande difficoltà, e ne avrebbe invece aumentato il dibattito interno e avvalorato le diverse posizioni”.