Megna, Farese e Varricchio: su mensa scolastica atti di ritorsione politica dell’amministrazione
Politica
I consiglieri di opposizione: “In una fase critica invece di aprirsi al dialogo il Comune usa il pugno duro su pasti da casa e limitazioni ai controlli dei genitori. Fare chiarezza su sicurezza e dimensioni dei refettori”
“Sulla mensa scolastica, siamo di fronte ad atti di ritorsione politica dell’Amministrazione Mastella. In una fase critica, dopo la denuncia pubblica della Commissione Mensa e la sospensione del servizio da parte dell’Asl, invece di mostrare apertura, il Comune decide di usare il pugno duro con i genitori”. Così i consiglieri comunali di opposizione Giovanna Megna, Francesco Farese e Maria Letizia Varricchio che proseguono: “Con una disposizione, il Settore Istruzione intende, infatti, vietare l’accesso ai refettori ai bambini che consumano il pasto da casa. Il ricorso al pasto domestico, oltre ad essere un diritto, è aumentato in questo periodo proprio per la perdita di fiducia delle famiglie dopo quanto avvenuto. Come e dove dovrebbero mangiare, secondo l’Amministrazione, i bambini che non intendono fruire della mensa? A Palazzo Mosti credono che le maestre abbiano il dono dell’ubiquità, sorvegliando contemporaneamente i bambini in aula e quelli in refettorio?
Ancora, il Comune dispone il blocco del terzo e quarto turno di somministrazione. Benissimo, ma immaginiamo che abbia provveduto ad adeguare i refettori alla nuova capienza. Oppure qualcuno immagina di poter far mangiare contemporaneamente, in alcuni casi, anche più di cento bambini in aule di poche decine di metri, in spregio a ogni regola di prevenzione e sicurezza?
Che dire, poi, dell’obbligo intimato alla Commissione Mensa di avvisare almeno tre giorni prima di effettuare i controlli nei refettori. Che efficacia e credibilità può avere una verifica annunciata da giorni? Siamo ai limiti del ridicolo. Anziché rafforzare i controlli, li si ostacolano.
Ciliegina sulla torta, la convocazione trappola della Commissione Mensa, arrivata solo dopo richiesta formale dei genitori, per venerdì alle 13.30. Giorno e orario in cui, naturalmente, i docenti sono ancora in servizio e i genitori a lavoro. Noi sappiamo bene da che parte stare, a tutela di bambini e famiglie e non a difesa dell’operatore economico che da settimane lamenta la disdetta di centinaia di pasti ogni giorno. Dall’Amministrazione – concludono i consiglieri di Partito Democratico e Sinistra Italiana – fino ad ora ci sono stati, invece, solo silenzi, ambiguità, opacità sui documenti con verbali non resi pubblici e adesso, addirittura, atti punitivi”.
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