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Rocca: vince Mastella, perdono PD e dissidenza, avanza la destra

Rocca: vince Mastella, perdono PD e dissidenza, avanza la destra

1 Marzo 2026 | by Enzo Colarusso
Rocca: vince Mastella, perdono PD e dissidenza, avanza la destra
Politica
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E la Rocca ha emesso il suo verdetto ed è un verdetto che rimette le cose a posto, dal punto di vista di Mastella, che si riprende lo scettro che Agostinelli gli aveva tolto. In definitiva, il Sindaco di Benevento riguadagna quel seggio che lo rende maggioranza relativa e con la lista Uficiale Noi di Centro, che elegge il fidato Zanone e Cesare Striani, unisce Uniti Sanniti che lancia all’acropoli il sindaco di San Giorgio del Sannio Ricci e quello di Castelpagano Bozzuto e Alfonso Ciervo che è l’unico della “vecchia guardia” che rimane in sella. Cinque più il Presidente e per Clemente Mastella la missione è compiuta.

La Rocca è di nuovo nelle sue disponibilità ma quel che più conta rappresenta un’ottima carta da giocare quando ci si andrà a sedere al vero tavolo di trattativa d’autunno quando si dovrà decidere per il Presidente. Il dato, in totale allineamento con lo status vigente, è la “derrota” ulteriore di un PD che perde ancora pezzi ed elegge il solo Carmine Valentino, un gradito ritorno, mentre perde una rappresentanza. Nulla ne guadagnano i dissidenti dem misti a PSI e Avs che restano fuori e senza l’appoggio di Mastella, che ha inciso sulla frammentazione di un blocco a lui ostile erodendolo ancora di più, quel grumo che da qui all’autunno dovrà solo sperare che il Campo Largo non si faccia a Salerno e ad Avellino per continuare a contare qualcosa.

Il Cep gode della ormai chiara e aperta crisi del decarismo, checchè i maggiorenti del Titanic dem ne possano pensare, il che appare francamente superfluo, arroccati come sono alla plaga lunare di Largo Guerrazzi ma sempre più avulsi dalla realtà. Attendiamo che “i dotti, medici e sapienti” diano la loro versione che molto probabilmente sarà tecnica, con tabelle e numeri in cui eccellono e invece sarebbe da attendersi che sia politica. Speranza vana. “Abbiamo fatto quanto possibile ma non abbiamo raggiunto il risultato per pochi voti”, dice Italo Palumbo. “Le destre avanzano anche in questa provincia e il campo largo è sempre più necessario. L’autosufficienza non serve a nessuno, dobbiamo metterci al lavoro per le prossime scadenze elettorali. Superiamo personalismi e pregiudizi che non aiutano la nostra coalizione.”

E in effetti avanza la destra, che si guarderà pure in cagnesco ma è la vera forza di opposizione a Mastella alla Rocca. Le due liste, su cui pendeva il monito severo di Rubano, eleggono Pasquale Viscusi in quota Lega, Giuseppe Stravino, Antonio Caporaso e Vincenzo Falzarano con le liste in quota Forza Italia e Fratelli d’Italia e fanno quattro. Sarà un viatico per la mai realizzata unità del centrodestra? Piano con gli entusiasmi, la strada se la si vorrà percorrere è lunga e irta di distinguo e questo passaggio non rappresenta che uno step che potrebbe non avere seguito quando la cosa diventerà eminentemente politica.

Per il resto sparisce il Fortore dalla carta geopolitica della Rocca e questo non è proprio un segnale positivo.

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