E la Rocca ha emesso il suo verdetto ed è un verdetto che rimette le cose a posto, dal punto di vista di Mastella, che si riprende lo scettro che Agostinelli gli aveva tolto. In definitiva, il Sindaco di Benevento riguadagna quel seggio che lo rende maggioranza relativa e con la lista Uficiale Noi di Centro, che elegge il fidato Zanone e Cesare Striani, assomma Uniti Sanniti che lancia all’acropoli il sindaco di San Giorgio del Sannio Ricci e quello di Castelpagano Bozzuto e Alfonso Ciervo che è l’unico della “vecchia guardia” che rimane in sella. Cinque più il Presidente e per Clemente Mastella la missione è compiuta.
E oggi il Sindaco ha riunito la stampa al Museo del Sannio e ha anticipato alcune mosse, come la formazione di un cartello politico nazionale con Matteo Renzi, ma queste sono situazioni futuribili. A lui interessa ridurre a ragione il PD sannita ma alle sue condizioni. Non nomina De Caro ma è a lui che si rivolge quando parla di irrazionalità e vocazione a perdere del decarismo.
Col Campo Largo le regole le detta lui e numeri alla mano non si capisce perchè mai dovrebbe essere altrimenti. E questo forse spaventa e irrigidisce i decaristi. Un esempio è la designazione, inaudita altera parte, di Nino Lombardi come il presidente candidato a ottobre
Mastella torna a blandire l’opposizione comunale che ha già fatto sapere di non recedere dalle posizioni antagoniste alla sua Amministrazione. Perifano ribadisce che non se ne fa nulla, il Sindaco è però assai affiatato con Maraio ed è lecito nutrire qualche dubbio che alla fine la realpolitik possa non contare il necessario. Mastella, alla resa dei conti circonda il decarismo dopo avere soffiato sul fuoco delle discordie interne ai dem senza però promuovere direttamente la dissidenza e preferendo la strada della prudenza, Ciervo docet. Ma è aperto a dialogare con quelle anime al fine di scardinare la resistenza di Largo Guerrazzi.