Se non è un colpo di mano antidecarista, ebbe’, poco ci manca e se la fisicità dei gesti conta qualcosa la presenza di Carmine Valentino tra i banchi della maggioranza mastelliana, nel giorno della vernice del nuovo consesso provinciale, e’ il segnale che il PD del Sannio è spaccato tra provinvia e città e che il decarismo è entrato in una crisi di leadership senza precedenti.
A vidimare lo stato dei fatti la presenza di Renato Parente in funzione notarile per conto di Mastella, la cui presenza è stata breve ma non è passata per nulla inosservata. E così lo strappo continua ad allargarsi. “È l’essenza del campo largo”, dice Valentino che di fatto è il sesto consigliere di maggioranza e consolida con Mastella il suo obiettivo che è la riconquista del comune di Sant’Agata de’ Goti.
E quindi si può dire che esistano due PD sanniti? La segretaria Marcantonio dice che la linea congressuale, condivisa anche da De Caro, è la disponibilità al campo largo seppur nelle forme e nelle effettive condizioni per realizzarlo. Una palestra che sa di burocratico, la realtà dei fatti è che il partito come lo abbiamo immaginato, forse, non esiste già più, almeno oltre le mura cittadine.
Resiste lo zoccolo duro del cittadino che pure non respinge il campo largo nella complessità della sua genesi ma lo vincola ad una parità di rapporti con Mastella che appare reggere poco.
Le cose inducono a pensare che esista un partito cittadino antimastelliano e quello della provincia che col sindaco di BN e’ ormai allineato. E oggi alla Rocca ne abbiamo avuto una effettiva conferma.