Il guazzabuglio che impera nel PD dopo la decisione di Carmine Valentino di sedersi tra i banchi mastellisti inaugurando, di fatto, la stagione del campo largo o quanto meno tracciando una sagoma di accordo che anche a Benevento ripropone lo schema delle Regionali. E se la forma è anche sostanza, questa è la dimostrazione più plastica che il partito è orientato ormai a venire a patti con Mastella e Mastella con loro perchè anche il Sindaco sa che i voti persi non lo rendono arbitro assoluto, in una estrema sinallagmaticità delle relazioni. Nel caso di Valentino c’è anche una versione personale visto che a Sant’Agata si vota e il già sindaco è assai dinamico nella ricerca di sponde, anche quelle più lontane.
Quindi, per risolvere il guazzabuglio dobbiamo convincerci che tutto abbia una sua linearità, che la salita alla Rocca di Fusco, Marcantonio e Carmine Valentino il 16 marzo, a colloquio con Lombardi, sia stata prodromica alla collocazione del già segretario politico con i mastellisti. Tutto questo deciso però senza coinvolgere larga parte del partito, a partire dal cittadino, che ha risposto niet alla chiamata della Marcantonio, come scrive il Sannio, adducendo che le decisioni vanno prese prima ed insieme e non dopo e in solitario.
Resta il fatto che i consiglieri comunali piddini mantengono le loro posizioni senza troppi giri di parole.
E De Caro? Lui Umberto non ha incarichi dirigenziali ma è l capo riconosciuto del partito. Epperò, dall’ultima dichiarazione resa a margine del congresso e che frenava fortemente sul campo largo, il capataz non ha più espresso la sua opinione.Il che potrebbe anche essere interpretata come ammorbidimento delle posizioni. Venerdi, all’assemblea del partito alla Rocca si potrà sapere un po di più.