All’indomani del responso delle urne sul Referendum costituzionale per la riforma della giustizia, il Sindaco di Montesarchio, l’avvocato Carmelo Sandomenico, esprime profonda soddisfazione per l’esito del voto che, in Campania e nel Paese, ha visto prevalere nettamente il fronte del NO.
“Accolgo con estremo favore questo risultato,” dichiara il Sindaco Sandomenico. “È un esito che leggo in antitesi rispetto alla posizione di molti colleghi che, legittimamente, si erano schierati per il Sì. Ma questa è la bellezza della democrazia: il confronto tra idee diverse che trova sintesi nel voto popolare.”
Il Primo Cittadino tiene a precisare che il rifiuto di questa specifica riforma non coincide affatto con la difesa dello status quo: “Sia chiaro: è fuor di dubbio che la giustizia italiana vada riformata. I tempi biblici dei processi, l’incertezza del diritto, le gravissime carenze di personale sono piaghe su cui è necessario intervenire con urgenza. Tuttavia, questa riforma non avrebbe prodotto i risultati sperati. Il suo unico effetto sarebbe stato quello di dividere la magistratura con un approccio che appariva più punitivo che costruttivo.”
Sandomenico sottolinea come la sua scelta di campo affondi le radici in un percorso umano e professionale che precede e prescinde dal ruolo politico: “La mia è una posizione che non guarda a rendite di posizione o a bandiere di partito. È la visione di chi, figlio di magistrato, ha respirato il valore del diritto sin dai primi vagiti e che ha poi consolidato questa sensibilità in una carriera forense lunga una vita. Parlo da avvocato, da uomo di legge che crede fermamente nell’indipendenza e nell’unità della magistratura come garanzia per tutti i cittadini.”
In merito al suo impegno durante la campagna referendaria, Sandomenico conclude: “Ho scelto di non sovrapporre il mio ruolo di Sindaco a quello di cittadino consapevole. Non ho usato la fascia tricolore per imporre una visione, ma ho provato ad argomentare, a dialogare e a portare interlocutori verso le ragioni del No attraverso la forza del ragionamento e del diritto. Oggi il voto ci dice che quel ragionamento è stato condiviso dalla maggioranza.”