La crisi del PD sannita. Stasera alle 7 a Viale Mellusi un summit della classe dirigente del partito per cercare di guardarsi negli occhi e capire anche le ragioni che hanno indotto Carmine Valentino, che dovrebbe esserci, a forzare la mano con un colpo di teatro e parlare di campo largo seduto tra i mastellisti.
Non ci sarà Umberto Del Basso De Caro che però ci sarà eccome domani all’assemblea provinciale prevista nel pomeriggio alla Rocca e non ci sarà neppure il Cittadino che ha risposto picche all’invito rivolto dalla Segretaria Marcantonio. Chi ci sarà è Gino Abbate anche lui alla ricerca di una spiegazione logica per un presente che sfugge ad ogni comprensione logica. Umberto, tuttavia, appare serafico. 
A chi gli chiede cosa stia accadendo replica come chi sa di stare attraversando un momento burrascoso ma forse inevitabile nel momento più delicato in cui occorre dare alle cose il giusto peso e mostrando pazienza e pure tenacia per uscire dal momento di impasse. Non sembra essere in discussione l’azione di Valentino come se si trattasse di un disegno concertato con il Capataz e non all’oscuro di lui, cosa che genera ancora più sconcerto in un partito disorientato e che in larga parte si chiede quale sia la strategia dell’elite dirigente.
Ma è anche probabile che Umberto abbia dovuto dare il via libera a Valentino sulla scorta dell’impegno di quello nella corsa a sindaco della sua città prendendosi dei rischi non da poco però. Supposizioni in mancanza di dati chiari. E in mezzo il campo largo che è il terreno dello scontro tra chi come Umberto lo considera quanto meno prematuro e chi invece, anche tra i suoi, lo da per ineluttabile e per ineluttabile un dialogo qual si voglia con Mastella che è come bere una cicuta amarissima. C’è poi chi se ne è andato e con Mastella è già a braccetto e i molti che sono in procinto di lasciare.