breaking news

Umberto e i “circoli Pickwick”

Umberto e i “circoli Pickwick”

28 Marzo 2026 | by Enzo Colarusso
Umberto e i “circoli Pickwick”
Politica
0

Non c’è dubbio che sul PD del Sannio si stia concentrando l’attenzione della stampa, quanto meno quella che tradizionalmente non si ferma all’enunciato e tenta, con alterna fortuna, di capirci di più di quanto accade. E ora è il turno del Partito Democratico, lo è stato di Mastella per quasi dieci anni almeno dalla tribuna di chi scrive e di certo lo continuerà ad essere. Ma ora l’interesse maggiore è sui dem e ci scuseranno se per taluni si tratta di accanimento terapeutico o voyeurismo e magari ci accuseranno di contribuire a creare “disunità” in un partito oggettivamente attraversato da problemi interni mai come in questo momento sensibili. Ciò premesso passiamo all’analisi.

La relazione Marcantonio all’assemblea provinciale è profondamente decariana e non solo nello spirito. Essa riflette il pensiero del capataz, a tratti sembra essere un prodotto olografo, che sostanzialmente si rifà al documento congressuale che prevede che “il campo di gioco del Partito Democratico è il campo largo a partire dai 5 Stelle ed AVS prendendo al contempo atto delle specificità tutte sannite del quadro politico del nostro territorio.” Che tradotto significa avviare un dialogo con Mastella, cosa che sta accadendo in modo carsico, seppur in fase embrionale ma sta accadendo.

Un percorso irto di difficoltà, farraginoso, in cui il decarismo non intende affatto recitare il ruolo del “caudatario”, del servo sciocco. “Saremmo privi di dignità se accettassimo supinamente un ruolo subalterno che qualcuno dovesse immaginare di attribuirci”, dice chiaro uno dei passaggi della relazione e Mastella ha fatto subito capire di essere lui il mazziere e di avere mire da asso pigliatutto. E questo Umberto non lo può accettare. Per lui campo largo o come altro lo si voglia chiamare significa assai poco, è il risultato quello che conta e per risultato si intende quanta spartizione di potere si riesca ad ottenere se davvero si intende aprire un fronte anche con Belzebù, se è il caso.

Per cui ben venga il dialogo ma su basi di ragionevole parità altrimenti nisba, ognuno per se e Dio, forse, per tutti. E Umberto sa che la tracotanza del Cep, ora dilagante, potrebbe lasciare il posto all’avvedutezza poi quando si dovrà anche affrontare il tema delle velleità parlamentari del Sindaco di Benevento. In sostanza, predica moderazione perchè il processo è solo agli inizi, s’ha da vedere come andrà a finire a Salerno oppure ad Avellino dove il campo largo è quasi tabù, e più ancora come si arriverà alla elezione del presidente della Provincia in ottobre.

Il resto è esercizio di stile, la relazione scritta con somma capacità dall’estensore investe principi alti e richiami all’unità che lasciano il tempo che trovano perchè per Umberto è irrilevante la posizione di coloro che gli si oppongono; è sufficientemente scaltro da sapere che tra quelli che lo avversano, ma prima in parecchi sono cresciuti e pasciuti sotto la sua egida, regna una diffidenza profonda che alla fine li divide e ne individua come tanti “circoli Pickwick” del tutto incapaci di costituire un fronte di dissenso serio e credibile.

In questo contesto rientra anche la fuga in avanti di Valentino, tollerata dal capo, probabilmente tacitamente concessa come una sorta di via libera al Goto per perorare la sua causa a Sant’Agata, che però ha esacerbato e preoccupato la parte del partito beneventana che di fatto continua a reiterare l’antimastellismo ad oltranza e non si può dire che non abbia legittimità a farlo. Ecco, se proprio si deve andare a trovare un dualismo concreto è proprio col Cittadino dem che potrebbe trovare in Gino Abbate, per assurdo, un possibile coagulatore di umori fieramente avversi a Mastella.

Resta, per concludere, da considerare che il partito è in un momento di flessione acuta perchè al di la delle alchimie tattiche del suo capo non intercetta più le istanze di quello che dovrebbe essere il suo popolo, ne resta distante e questo non da ora. Unità significa anche tornare tra la gente per essere un partito moderatamente di sinistra. E questo, forse, è il problema maggiore.

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *