Ci sono scelte che segnano il destino di un territorio e occasioni mancate che rischiano di condannarlo alla marginalità. È questa la posizione del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia di Avellino dopo la bocciatura, da parte della maggioranza di centrosinistra in Regione Campania, dell’emendamento al bilancio previsionale 2026–2028 presentato dal consigliere Ettore Zecchino.
L’emendamento era finalizzato a sostenere l’istituzione di una sede distaccata del Centro Sperimentale di Cinematografia ad Avellino, proposta sulla quale si erano già espressi favorevolmente il Comune di Avellino e il Ministero della Cultura.
Secondo il coordinamento provinciale, la decisione della Regione confermerebbe una linea politica che continua a penalizzare le aree interne. “Negli anni — si legge nella nota — sono stati destinati oltre 100 milioni di euro alla Film Commission campana e al Distretto campano dell’Audiovisivo, concentrando ingenti risorse su un’unica area territoriale, mentre le aree interne restano escluse da investimenti strutturali”.
La proposta di istituire una scuola di cinematografia ad Avellino, sostenuta dal Governo Meloni attraverso il Ministero della Cultura, viene invece indicata come parte di una visione moderna dello sviluppo, in cui la cultura rappresenta un asset strategico capace di generare crescita economica, occupazione qualificata e attrattività territoriale. La cinematografia, infatti, è descritta come una filiera produttiva complessa, in grado di attivare indotto, valorizzare competenze e promuovere i territori.
Una scuola di questo tipo, strutturata come percorso accademico, consentirebbe ai giovani del territorio di accedere a formazione di alto livello senza dover lasciare la provincia, contribuendo al tempo stesso ad attrarre nuove energie e talenti dall’esterno, invertendo il fenomeno dello spopolamento. “Significa trasformare le aree interne da luoghi che si abbandonano a luoghi che si scelgono”, si legge nel documento.
Nel comunicato si evidenzia inoltre come il settore audiovisivo stia evolvendo rapidamente, anche grazie all’innovazione tecnologica e all’intelligenza artificiale, generando nuove professionalità ad alta qualificazione nei campi degli effetti visivi digitali, degli ambienti virtuali, della post-produzione avanzata e dei contenuti immersivi. Investire in questo ambito, secondo i firmatari, significherebbe offrire ai giovani opportunità concrete e rendere le aree interne competitive nei cambiamenti globali.
“Sul tavolo — dichiarano Ines Fruncillo ed Ettore Zecchino — c’era una proposta concreta e seria, capace di generare lavoro, trattenere i nostri giovani, attrarre talenti e promuovere il territorio a livello nazionale e internazionale. La Regione Campania ha scelto di non investire, negando anche un contributo minimo e sostenibile ad Avellino, capoluogo di provincia che ha dato i natali a figure di rilievo nell’industria cinematografica”.
“Si continuano a destinare risorse consistenti a strutture già consolidate su Napoli — proseguono — mentre si nega alle aree interne la possibilità di costruire una filiera nuova, moderna e competitiva. I cittadini delle aree interne vengono trattati come figli di un dio minore. Quando si entra nel merito di una programmazione strutturale, il campo largo non tiene il passo e finisce per negare un futuro a questi territori”.