Arpaise ha ricordato e omaggiato Pier Paolo Pasolini nella serata di Domenica 2 Novembre, giorno in cui ricorre il 50° Anniversario della morte, con lo spettacolo “Pasolini: l’uomo mercificato e omologato” ideato ed interpretato da Matteo Fratarcangeli.
Lo spettacolo che si è tenuto presso l’ex edificio scolastico di Arpaise, è stato organizzato dalla Pro Loco Generoso Papa, in collaborazione con il Comune, ed ha visto la presenza del Sindaco Vincenzo Forni Rossi insieme all’Amministrazione Comunale, del Presidente della Pro Loco Walter Mazzone insieme ai soci dell’Associazione e della numerosa presenza della cittadinanza locale e del circondario.
Una bella serata di cultura, del sapere, di condivisione di idee e di pensiero, di omaggio al celebre poeta, scrittore e regista italiano, un vero e proprio tuffo nel passato della gioventù, della fanciullezza di ognuno di noi.
La manifestazione che si è svolta all’interno dell’ex edificio scolastico, sede provvisoria del Comune, dato che nella sua sede ufficiale saranno effettuati dei lavori, ha fatto ritornare alla mente i ricordi scolastici dell’asilo e delle elementari per molti abitanti del paese, siamo rientrati infatti simbolicamente a scuola, per apprendere dai ricordi e dai pensieri di Pasolini, interpretati con cura e maestria da Matteo Fratarcangeli, che ha trattato l’opera e il pensiero di Pasolini ripercorrendo le tappe della sua produzione artistica, la fiducia e la speranza nel progresso dell’umanità, così forti e decise negli albori della sua poetica negli anni 70 mutarono in una forte contestazione della borghesia, del consumismo, della mercificazione, del mutamento antropologico.
I concittadini di Arpaise, scrive Giovanni Russo, ringraziano la Pro Loco e il Comune, per aver ideato quest’importante serata e per l’attenzione avuta nel ricordo di Pasolini e la cura che sempre hanno della cultura, punto fondamentale della vita, della crescita e dell’apertura della mente e dell’animo per ogni persona, un grazie a Matteo Fratarcangeli per averci fatto dono dei suoi racconti.
Un ulteriore grazie personale, va all’amica Grazia Tedesco militare dell’Esercito Italiano, per il testo scritto sul racconto di Pier Paolo Pasolini, così minuzioso e prezioso per i lettori, che racconta i temi trattati in serata e con i suoi scritti profondi racconta ai cittadini la quotidiana vita e attività dell’Esercito Italiano.
Di seguito leggiamo il racconto di Grazia:
” Nel giorno in cui ricorre il 50° anniversario della sua scomparsa, rendiamo omaggio a Pier Paolo Pasolini, figura centrale e controversa del panorama culturale italiano del Novecento. Poeta, regista, scrittore e pensatore, Pasolini ha attraversato il suo tempo con uno sguardo acuto, spesso scomodo, sempre necessario.
Pasolini non ha mai cercato il consenso. Ha preferito il margine, l’errore, la provocazione. Le sue opere – dai romanzi delle borgate romane ai film che mescolano sacro e profano – sono testimonianze di un’Italia che cambia, che si omologa, che perde la propria anima popolare. Con lucidità profetica, ha denunciato la mutazione antropologica causata dal consumismo, anticipando temi oggi centrali come l’omologazione culturale e la perdita delle identità.
Il suo cinema non è mai evasione, ma interrogazione. Accattone, Mamma Roma, Il Vangelo secondo Matteo, Teorema, Salò: ogni film è un gesto di rottura, una sfida al linguaggio, alla morale, al potere. Pasolini ha usato la macchina da presa come strumento di verità, per dare voce agli ultimi, per disturbare le certezze.
Anche nei suoi articoli e interventi pubblici, Pasolini ha incarnato il ruolo dell’intellettuale che non si piega. Ha parlato contro la censura, contro la corruzione, contro la violenza del potere. Ha difeso la poesia come forma di resistenza, la bellezza come atto politico.
La sua morte violenta, avvenuta nel 1975, ha lasciato ferite ancora aperte. Ma il suo pensiero continua a interrogarci. Pasolini non è un monumento da celebrare, ma una voce da ascoltare, una domanda che ci riguarda. In un tempo di rumore e conformismo, il suo sguardo resta una bussola per chi cerca verità.
E per me? Per me Pasolini non è solo un autore: è una verità che brucia e illumina, qualcosa di straordinario che continua a parlarmi, oggi più che mai. ”
