Le indagini, coordinate dalla Procura sannita, hanno preso avvio dalla querela presentata dalla vittima nel mese di agosto e si sono sviluppate attraverso l’ascolto di persone informate sui fatti e l’acquisizione di numerosi messaggi. L’attività investigativa ha consentito di ricostruire diversi episodi di minacce, ingiurie e diffamazioni, avvenuti sia di persona che telefonicamente e tramite i social network.
Secondo quanto emerso, in alcuni casi le minacce sarebbero sfociate anche in aggressioni fisiche, avvenute perfino alla presenza delle figlie minori. L’uomo avrebbe inoltre messo in atto continui appostamenti sotto l’abitazione della vittima e nei luoghi da lei frequentati, costringendo la donna a modificare le proprie abitudini di vita, a limitare gli spostamenti e a farsi accompagnare al rientro dal lavoro, vivendo in un perdurante stato di ansia e paura.
Alla luce del quadro indiziario raccolto e valutata la spregiudicatezza dell’indagato, che avrebbe continuato nelle condotte nonostante la donna avesse manifestato l’intenzione di rivolgersi alle forze dell’ordine, il GIP ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l’applicazione del braccialetto elettronico, oggi eseguita








