L’U.S. Avellino 1912 comunica che, in data odierna, pur essendo in linea con l’obiettivo stagionale dichiarato a più riprese, si è tenuta una riunione tra società e staff tecnico per analizzare il momento della squadra e l’episodio che ha visto mister Biancolino protagonista di uno sfogo al termine della gara, dal quale è poi scaturito anche un comunicato della Curva Sud.
Al termine dell’incontro è emersa la volontà dell’allenatore biancoverde di rilasciare una dichiarazione rivolta all’intero ambiente irpino.
«Sono consapevole che probabilmente per questa gente non sono uno come gli altri – ha affermato il tecnico –. La mia storia in questo club, fatta di cinque promozioni ma anche della delusione di una retrocessione e di due infortuni alle ginocchia, rende tutto per me più pesante. Sono un uomo in carne e ossa anche io e accetto le critiche, fin quando non travalicano il limite del consentito sfociando in insulti, cattiverie e offese che non riguardano solo l’aspetto sportivo e professionale ma entrano nell’ambito personale e familiare.
Questo non giustifica lo sfogo di fine gara, del quale mi scuso e con il quale non intendevo mancare di rispetto a nessuno, soprattutto a quella che ritengo essere la mia gente, poiché vivo in questa terra da oltre vent’anni. È stato un gesto non bello, ma non rivolto ai tifosi bensì a una persona che ha usato parole offensive nei confronti della mia famiglia. Questo è inammissibile. Resta comunque un gesto inaccettabile, figlio dell’istinto, che non posso e non devo permettermi, soprattutto nel mio ruolo di allenatore dell’Avellino.
Non so cosa darei per raggiungere il prima possibile l’obiettivo stagionale della salvezza, ma senza il supporto della nostra gente diventa tutto più difficile. A prescindere da Biancolino, abbiamo una squadra e una categoria da difendere: sono molto più grandi di ognuno di noi. L’aiuto che si dà alla squadra nei momenti difficili vale molto più che gioire insieme nelle vittorie.
Per questo spero e chiedo, davvero con tutto il cuore, che già dalla gara contro il Pescara il Partenio-Lombardi torni a essere quella bolgia capace di spingere la squadra alla vittoria. A fine partita è giusto applaudire o criticare, ma nei confronti dell’allenatore e non dell’uomo. Sempre forza lupi».










