
Ci sono storie che nascono lontano dai grandi riflettori ma che, passo dopo passo, riescono a farsi spazio fino a raggiungere palcoscenici importanti. È il caso di Anthony Calicchio, produttore musicale originario di Apice, conosciuto artisticamente come Nathys, protagonista insieme a Welo, questa mattina, di una visita istituzionale accolta con entusiasmo dal sindaco Angelo Pepe.
La sigla ufficiale della 76ª edizione del Festival di Sanremo porta la sua firma, un traguardo che segna una tappa importante nel suo percorso professionale.
Il brano scelto per accompagnare l’edizione 2026 è “Emigrato”, prodotto proprio da Nathys e interpretato dal rapper salentino Welo, pseudonimo di Manuel Mariano, finalista a Sanremo Giovani 2025 con lo stesso pezzo. Una traccia che unisce sonorità contemporanee e contenuti fortemente identitari, raccontando il viaggio, il distacco e il legame con le proprie radici.
Per il giovane produttore si tratta di un passaggio significativo: la realizzazione della sigla di uno degli eventi musicali più seguiti in Italia rappresenta il riconoscimento di un lavoro costruito negli anni tra studio, produzioni e collaborazioni.
Classe 1995, Nathys ha iniziato a produrre musica a 18 anni e nel tempo ha sviluppato un’identità musicale precisa, muovendosi tra urban e pop e lavorando con diversi artisti della scena nazionale. Un cammino fatto di ricerca, sperimentazione e crescita costante, che oggi trova una delle sue espressioni più evidenti proprio nella partecipazione al Festival.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi protagonisti della scena musicale italiana, contribuendo alla realizzazione di produzioni capaci di raggiungere un pubblico ampio e di ottenere importanti riscontri sulle piattaforme digitali. Un percorso costruito con determinazione, studio e passione, che gli ha permesso di consolidare competenze tecniche e artistiche sempre più solide.
L’esperienza legata alla sigla di Sanremo 2026 rappresenta oggi una tappa significativa, ma anche un nuovo punto di partenza. Essere coinvolti in un progetto di questa portata significa confrontarsi con un pubblico nazionale e con un contesto artistico di grande visibilità, confermando il valore di un lavoro costruito nel tempo e la capacità di trasformare la passione in professione.
Nathys si racconta nell’intervista realizzata per LabTv da Giuseppe Di Martino, tra emozioni, percorso artistico e nuovi obiettivi.