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Acqua pubblica, Fico teme il Tar e segue le strategie dell’Avvocatura regionale

Acqua pubblica, Fico teme il Tar e segue le strategie dell’Avvocatura regionale

9 Marzo 2026 | by Enzo Colarusso
Acqua pubblica, Fico teme il Tar e segue le strategie dell’Avvocatura regionale
Attualità
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Il Governatore della Regione Campania Fico è tornato sull’argomento acqua pubblica, materia su cui nei programmi elettorali Fico ha posto la assoluta pubblicità del bene, e ha provveduto a ritirare dai provvedimenti in esame in giunta la procedura per la selezione del socio privato della GRIC S.p.A., il costituendo soggetto gestore del sistema acquedottistico della Grande adduzione primaria di interesse regionale.

Sulla procedura di gara è in corso un giudizio presso il TAR Campania che ha disposto la sospensione dell’efficacia e la cui trattazione del merito del ricorso è fissata per dopodomani 11 marzo. Una decisione che è sembrata mettere un sigillo definitivo sulla questione ma a ben vedere, molto probabilmente, non è proprio così. In primis c’è da tenere presente che questa decisione è anche frutto della nota dell’Avvocatura regionale che in vista  dell’approssimarsi dell’udienza pubblica di merito ritiene alto il rischio di accoglimento del ricorso pendente ad opera del TAR Campania che ha ritenuto non destituiti di fondamento i profili di criticità della lex specialis relativi all’inadeguata individuazione dei margini di redditività del servizio per il socio privato di minoranza e alla conseguente insostenibilità dell’offerta per i partecipanti alla procedura.

In secundis il giudizio formulato dall’Avvocatura regionale rafforza ulteriormente l’opportunità di procedere al ritiro degli atti di gara,  limitando il rischio di un aggravio per le finanze regionali a titolo di spese processuali derivanti dalla possibile condanna giudiziale. E questo getta un’ombra, tutta politica, sulla decisione di Fico quasi a volere stoppare l’operazione GRIC ma senza incidere in alcun modo sulla costituzione dei distretti locali a partecipazione privato-pubblica sui quali pende la scure della Corte dei Conti.

Nessuna reazione virulenta infatti di Mastella che attraverso Pompilio Forgione fa sapere che la decisione del presidente è in linea col principio dell’acqua pubblica e non lede in alcun modo la compartecipazione col privato che resta in minoranza. Fico ha imparato a destreggiarsi bene nel ginepraio degli interessi politici ed economici. Evita la privatizzazione della grande adduzione, il cui discorso è comunque molto lungi dal definirsi ora, ma lascia spazi di manovra al PD e a Mastella che vogliono i privati concedendo campo libero alla privatizzazione dei distretti.

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