Omicidio Bembo, la Corte d’Assise d’Appello di Napoli conferma la pena a 16 anni e 8 mesi per Nico Iannuzzi, materiale esecutore del delitto, mentre riduce da 16 a 14 gli anni di reclusione per i fratelli Luca Maria e Daniele Sciarrillo, imputati per concorso in omicidio.
Circa 14 mesi dopo la sentenza di primo grado pronunciata il 15 gennaio del 2025 dal giudice Gian Piero Scarlato, presidente della Corte d’assise di Avellino, dunque, è arrivata quella della Camera di Consiglio della IV sezione della Corte d’Assise d’Appello sul delitto registrato a capodanno del 2023 che lasciò attonita la comunità irpina.
Gli stessi giudici partenopei hanno anche trasmesso gli atti al Tribunale di Avellino per considerare il reato di rissa aggravata non solo per i tre imputati ma anche per altri ragazzi, compresi alcuni amici della vittima, presenti quella maledetta mattina davanti al bar Verdarina di Torrette di Mercogliano, dove si consumò la lite che portò all’omicidio.
Alla lettura del dispositivo in aula erano presenti sia i genitori del 20enne mercoglianese deceduto per le coltellate 10 giorni dopo il ricovero al Moscati, sia i familiari degli imputati. Le motivazioni del pronunciamento saranno pubblicate entro i prossimi 90 giorni.
L’omicidio Bembo è stato e continua ad essere un episodio di violenza che ha molto colpito la comunità irpina. Soprattutto quella di Mercogliano, cittadina di residenza dei protagonisti del delitto e della giovane vittima. Ciò soprattutto per la modalità nella quale si è sviluppata la vicenda: pochissimi minuti fatali da quella prima rissa nel parcheggio di fronte al bar per futili motivi, al secondo scontro con l’accoltellamento costato la vita al giovane dopo una notte di divertimento per i festeggiamenti di San Silvestro.