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Sannio Matesino si candida come destinazione turistica: 316 soggetti aderiscono alla DMO “Sei Valli Sannite”

Sannio Matesino si candida come destinazione turistica: 316 soggetti aderiscono alla DMO “Sei Valli Sannite”

28 Marzo 2026 | by Redazione Bn
Sannio Matesino si candida come destinazione turistica: 316 soggetti aderiscono alla DMO “Sei Valli Sannite”
Attualità
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L’Abbazia di San Salvatore ha fatto da cornice a un momento storico per il turismo del Territorio: la presentazione ufficiale della DMO Sannio Matesino “Sei Valli Sannite”, pronta per essere candidata al riconoscimento regionale entro il 31 marzo 2026. Presenti rappresentanti istituzionali, amministratori locali, associazioni di categoria, terzo settore, operatori turistici e componenti dell’advisory board. I lavori sono stati moderati dal giornalista Stefano Avitabile. Saluti dei sindaci Fabio Romano e Giovanni Caporaso, del presidente della Provincia Nino Lombardi, del Presidente del Comitato Promotore della DMO Antonio Di Maria e del Presidente del GAL Titerno Lorenzo Urbano.

 

Antonio Di Maria, presidente del Comitato Promotore, ha tracciato con chiarezza la visione che anima il progetto: sei valli che scelgono di fare sistema, mettendo insieme risorse, competenze e identità per costruire un modello di sviluppo basato sulle vocazioni locali, capace di attrarre visitatori, residenti e investitori in una prospettiva di lungo periodo. È una scelta chiara: investire nelle aree interne come leva strategica per il rilancio economico, sociale e demografico. La DMO nasce non in contrapposizione ad altri territori, ma con una visione inclusiva, che punta a valorizzare le identità locali e a costruire sinergie reali e durature. È da questa consapevolezza che le sei Valli Sannite — ciascuna con la propria identità — hanno scelto di unire le forze, superando logiche frammentarie e campanilismi, per costruire un progetto condiviso con un obiettivo netto: attrarre nuovo capitale umano, contrastare lo spopolamento e rendere produttivo, in modo sostenibile, il patrimonio delle aree interne.

 

Giovanni Caporaso, sindaco di Telese Terme, località di punta del turismo sannita, ha sottolineato lo sforzo di innovazione e di sistema che il territorio sta operando con maturità e consapevolezza. L’amministratore delegato del GAL Titerno, Elio Mendillo, responsabile di progetto, ha illustrato il lavoro svolto negli ultimi anni e la finalizzazione della candidatura. La professoressa Concetta Nazzaro di Unisannio ha portato il contributo scientifico dell’Università al percorso di costruzione della DMO; sono intervenuti i rappresentanti delle organizzazioni agricole, imprenditoriali e del sistema turistico locale.

 

Sei valli, un’unica destinazione. Questo il messaggio con la consapevolezza che il Sannio Matesino possiede le risorse, le competenze e — oggi — anche la struttura organizzativa per competere nel panorama turistico regionale e nazionale.

 

Dalla strategia al dossier: il lavoro del GAL Titerno

 

Il cuore tecnico della mattinata è stato l’intervento di Elio Mendillo, amministratore delegato del GAL Titerno, che ha guidato il pubblico attraverso le tappe del percorso che ha portato alla costruzione del dossier di candidatura della DMO “Sei Valli Sannite”: un lavoro di anni, non di mesi premiato dalle numerosissime adesioni: 50 al Comitato Promotore tra Comuni, Enti Pubblici, Associazioni e Rappresentanze e 316 gli aderenti al Patto di Destinazione.

 

Mendillo ha ricostruito un percorso promosso in concorso con Sannio Smart Land capofilata dal Comune di Castelpagano e con il Comune di Telese Terme. Mesi di confronto con amministrazioni locali, operatori economici, associazioni di categoria, terzo settore e stakeholder del territorio, per trasformare le energie diffuse del Sannio in una proposta coerente e documentata.

 

«Il dossier che presenteremo entro il 31 marzo – ha evidenziato – è il risultato di un processo strutturato e partecipato, fondato su dati, analisi e condivisione di obiettivi. Non si tratta di un progetto calato dall’alto, ma di una strategia costruita insieme ai Territori: un esempio vero e tangibile di co-progettazione frutto di una costruzione operata negli anni».

 

Nel dettaglio, ha ripercorso le fasi operative: dall’analisi dei flussi turistici e della capacità ricettiva, alla mappatura degli attrattori culturali, ambientali ed enogastronomici, fino alla definizione di un’identità di destinazione capace di tenere insieme la diversità delle Sei Valli in un racconto unico e riconoscibile.

 

Centrale, nel dossier, la definizione di un modello di governance pubblico-privata e di strumenti concreti per il marketing territoriale: dalla gestione integrata dell’offerta all’aumento della permanenza media dei visitatori, fino al posizionamento competitivo della destinazione sui mercati di riferimento. Oggi i dati regionali e l’Istat riconoscono al Sannio Matesino oltre due terzi degli arrivi di tutta la provincia e circa il 54% dei soggiorni con un indice di dotazione ricettiva molto più alto rispetto alla media provinciale che si raddoppia a Telese Terme.

 

A completare il quadro, Giancarlo Ferrucci ha presentato la visual identity del brand “Sei Valli Sannite”, il volto visivo di una destinazione che nasce con una propria identità distintiva. Ricchi, autorevoli e puntuali i contributi di Domenico Giordano, Costanzo Iannotti Pecci, Remo de Ieso, Erica Mobilia, Titina Pigna, Marco Razzano e Domenico Tartarone.

 

 

 

Un dato significativo emerge con forza dal Patto di Destinazione: sono 316 i soggetti che hanno aderito, un numero che testimonia la straordinaria risposta del territorio alla proposta di costruire un sistema turistico integrato. Gli aderenti rappresentano l’intero ecosistema della destinazione: 86 strutture ricettive, 35 ristoranti, 14 agriturismi, 36 realtà dell’enoturismo, oleoturismo e produzioni agroalimentari tipiche, 23 associazioni culturali, 24 Pro Loco, 20 operatori di eventi e servizi al turismo, 8 guide turistiche, 4 tour operator e agenzie di viaggio, 4 operatori del trasporto e del noleggio, 3 fattorie didattiche, 3 Istituti tecnici, 4 enti di formazione, 4 associazioni sportive, 3 GAL e numerosi altri attori del territorio. Una pluralità di soggetti pubblici e privati che, uniti sotto un unico brand, incarnano concretamente la vocazione del Sannio Matesino a diventare una destinazione turistica competitiva e riconoscibile a livello regionale e nazionale. E, nonostante i termini per aderire siano spirati continuano numerose le ulteriori richieste di adesione a dimostrazione dell’attenzione e dell’entusiasmo che l’iniziativa sta riscuotendo sui Territori.

 

L’assessore Maraio: “La DMO non è un punto di arrivo, ma uno strumento”

 

A chiudere i lavori, con un intervento che ha dato ulteriore peso politico e istituzionale alla giornata, l’Assessore al Turismo della Regione Campania, Vincenzo Maraio. La sua presenza ha segnalato con chiarezza l’attenzione della Regione per questo territorio e per il percorso avviato.

 

«Vado via da questa mattinata con una convinzione chiara: l’entusiasmo e la partecipazione che ho percepito dimostrano che questo territorio ha tutte le condizioni per affrontare con successo la sfida del turismo organizzato», ha dichiarato.

 

Maraio ha inquadrato la proposta del Sannio Matesino nella più ampia strategia regionale, fondata su programmazione, organizzazione e cooperazione tra territori: una visione che richiede di superare le logiche campanilistiche e di puntare su sistemi di destinazione capaci di generare sviluppo duraturo.

 

Tre gli obiettivi che l’assessore ha indicato come bussola: più notti, più servizi, più lavoro per i giovani. Tre traguardi che trasformano la proposta da progetto burocratico a promessa concreta per il futuro del Sannio.

 

Con le parole che più di ogni altra hanno sintetizzato lo spirito della giornata, l’assessore ha affidato al territorio una responsabilità tanto condivisa quanto stimolante: «La DMO non è un punto di arrivo, ma uno strumento. Il vero risultato sarà visibile quando vedremo crescere i numeri delle presenze, nascere nuove strutture e servizi e quando i giovani potranno trovare opportunità di lavoro restando nel proprio territorio

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