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Monteforte nella DMO turistica “Irpinia, place to be”

Monteforte nella DMO turistica “Irpinia, place to be”

1 Aprile 2026 | by redazione
Monteforte nella DMO turistica “Irpinia, place to be”
Attualità
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Monteforte è uno dei 54 Comuni della provincia di Avellino che hanno aderito alla DMO – Destinazione Turistica “Irpinia, place to be” della Fondazione Sistema Irpinia. L’ingresso nella DMO rappresenta un atto politico di sistema, che colloca Monteforte tra i protagonisti delle traiettorie di sviluppo locale. Non un’adesione passiva, ma una scelta consapevole di incidere nei processi decisionali.

«Con la DMO affermiamo una visione di sviluppo che supera i confini amministrativi e costruisce una prospettiva condivisa, nella quale Monteforte è protagonista e non comprimario», afferma il sindaco Fabio Siricio.

A Monteforte Irpino prende forma una nuova stagione amministrativa guidata dal primo cittadino e dalla sua giunta, con il contributo della delegata al turismo e agricoltura Katia Renzulli, fondata su una visione politica chiara e sulla capacità di governo dei processi. L’obiettivo dell’amministrazione è esercitare pienamente la funzione politica, orientando sviluppo, strumenti e prospettive del territorio.

Tre le direttrici: oltre all’adesione alla DMO, l’innovazione digitale con il progetto Hearth e una programmazione culturale strutturata con il “Maggio dei Monumenti”.

Il progetto Hearth non è solo una piattaforma digitale, ma uno strumento di indirizzo politico capace di valorizzare patrimonio, comunità e produzioni locali, trasformando l’identità territoriale in valore economico e culturale.

Come sottolinea Renzulli: «L’innovazione, quando è guidata dalla politica, diventa strumento di riequilibrio e crescita. Hearth rafforza la nostra autonomia strategica e la capacità di generare sviluppo».

Il “Maggio dei Monumenti” si configura come un intervento strutturale di politica pubblica, capace di attivare risorse e partecipazione. Monumenti, tradizione e produzioni tipiche diventano strumenti di promozione turistica e crescita economica.

«Mettere al centro cultura, tradizione e agricoltura significa affermare un modello di crescita radicato e competitivo. È così che si governa il presente e si determina il futuro», conclude la neoconsigliera provinciale.

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