L’Amministrazione comunale di Molinara si appresta all’approvazione del bilancio. Siamo in piena situazione di dissesto economico e i numeri continuano a raccontare una situazione chiara. Il debito, pari a 996.000 euro nel 2024, raggiunge nel 2025 la cifra di 1.021.500 euro. Aumenta, quindi, in un contesto profondamente cambiato.
Dopo i richiami della Corte dei conti, l’intervento del Ministero e la chiusura di strutture non sostenibili (casa di riposo gestita direttamente dall’ente comunale), il debito oggi è monitorato. Non più una deriva incontrollata, ma un’attenzione alla tenuta dei conti e un maggiore rigore contabile. “Questo è un dato importante – dichiara Rocco Cirocco, consigliere di minoranza – . Ci sono però delle conseguenze. C’è una comunità che lentamente si assottiglia, in assenza di opportunità. Nel corso degli anni, il lavoro della minoranza è stato spesso caratterizzato da segnalazioni puntuali, interventi correttivi e contributi volti a riportare al centro la qualità della vita nei territori interni, anche sulle questioni di bilancio. Il comune – pur non ammettendolo mai – ha dovuto adeguarsi. Nei fatti, però, ogni risposta ricevuta è stata quasi sempre spostata sul piano personale, evitando il confronto nel merito delle questioni sollevate. Maggiore volontà di confrontarsi avrebbe sicuramente dato migliori occasioni alla comunità”.
Il paese, intanto, vive una fase di rallentamento, dovuta anche alla impossibilità di programmare e investire dovuta alla cattiva e confusa gestione dei conti da parte degli uffici amministrativi, certificata non dalla minoranza ma da svariati enti. Negli anni recenti, il debito – si ricorderà – aveva raggiuto cifre enormi per un paese di piccole dimensioni. “Oggi – prosegue Cirocco – gli interventi strutturali faticano a tradursi in progettualità concrete e arrivano solo quando regione o ministero riescono ad assegnare qualche fondo. Di nostro facciamo poco. Per dirne una: la casa di riposo è stata chiusa per debiti, affidata attraverso una gara ad una cooperativa esterna. Non ha ancora avuto modo di aprire. Non conosciamo i motivi, sappiamo solo che “aprirà”. Per non parlare delle aspettative create attorno al distretto del commercio, chiacchiere, pochi fondi, programmati anche lontano delle reali esigenze delle attività commerciali”.
In conclusione, afferma Cirocco, “sulla tavola della comunità restano le briciole. Attorno a quella tavola, la politica si è fatta più leggera. Qualcuno si è spostato, qualcuno è sparito, qualcuno aspetta. Si sopravvive rispetto ad un paese che sembra camminare solo, senza grossa spinta, senza immaginazione e prospettiva”.