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Rapporto Censis: la Tv resta il mezzo più usato (93,2%), ma cresce la diffidenza verso i media

Rapporto Censis: la Tv resta il mezzo più usato (93,2%), ma cresce la diffidenza verso i media

29 Aprile 2026 | by redazione
Rapporto Censis: la Tv resta il mezzo più usato (93,2%), ma cresce la diffidenza verso i media
Attualità
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La televisione si conferma il mezzo più utilizzato dagli italiani, ma il sistema dell’informazione attraversa una fase di trasformazione, tra saturazione digitale e crescente diffidenza. È quanto emerge dal 21° Rapporto sulla comunicazione del Censis.

Nel 2025 la tv mantiene il primato con il 93,2% degli utenti. Tuttavia cambiano le modalità di fruizione: la televisione tradizionale scende al 79,5%, mentre cresce la web tv, che raggiunge il 62%, e la mobile tv, al 38,6%. La tv satellitare resta stabile al 47,8%.

Tiene la radio, con il 78,4% di utenti complessivi. L’autoradio si conferma il principale strumento di ascolto (70%), mentre cresce l’ascolto tramite smartphone (28,2%) e via internet (18%).

I media digitali mostrano segnali di saturazione: Internet è utilizzato dal 90,4% degli italiani, con una crescita minima rispetto all’anno precedente. Percentuali simili riguardano smartphone (90,3%) e social network (86,2%), anch’essi in lieve aumento.

Prosegue invece la crisi della carta stampata. I quotidiani cartacei a pagamento scendono al minimo storico del 21% dei lettori, con una perdita significativa nel lungo periodo. Anche i mensili calano (15,8%), mentre i settimanali restano stabili al 18%. In difficoltà anche l’informazione online: i siti di informazione scendono al 56,7% e i quotidiani digitali si fermano al 29,9%.

In controtendenza cresce la lettura dei libri: nel 2025 il 42,4% degli italiani ha letto almeno un libro cartaceo, mentre gli e-book restano fermi al 13,8%.

Tra i giovani emergono i primi segnali di rallentamento nell’uso dei social: Instagram cala al 74,8%, YouTube al 76,9%, mentre TikTok tiene al 64,5%. WhatsApp resta il canale più diffuso (88,6%).

Sul fronte dell’informazione, i telegiornali restano la principale fonte (43,9%) ma perdono terreno, così come Facebook (33,1%). Stabili i motori di ricerca (23,2%), mentre calano siti di informazione e tv all news. Cresce invece il ruolo dei contenuti brevi: sette italiani su dieci utilizzano reel per informarsi, anche se il giudizio resta diviso tra superficialità e immediatezza.

Anche i meme entrano nel consumo informativo: oltre il 22% degli utenti social dichiara di aver scoperto notizie attraverso questo formato, con percentuali più alte tra i giovani.

Il rapporto evidenzia un pubblico più attivo e critico: il 66,4% degli italiani verifica le notizie, il 59,5% cerca di evitare i media più diffusi e il 58% presta attenzione al modo in cui le informazioni vengono presentate. Allo stesso tempo cresce la ricerca di fonti alternative, pur mantenendo un atteggiamento prudente e verificando anche queste ultime.

Aumenta anche il bisogno di prendere le distanze dai social: il 38,1% degli italiani ha sentito questa esigenza almeno una volta, mentre il 15,3% lo fa regolarmente.

Infine, emerge cautela verso l’intelligenza artificiale: il 61,6% degli italiani non si sentirebbe a proprio agio a informarsi tramite contenuti interamente generati dall’IA, per timore di disinformazione e perdita di qualità.

Il rapporto evidenzia dunque un sistema dell’informazione ancora centrale, ma sempre più frammentato e caratterizzato da nuove abitudini, maggiore selettività e crescente esigenza di verifica da parte dei cittadini.

Foto Censis.it

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